I GÉRONTI E IL NIPOTE DEL SAGGIO-VEGGENTEVersione scenica ultima breve per Laguna
La casa confiscata
Performance teatrale poetica di circa 10 minuti
Personaggi
IL SAGGIO-VEGGENTE
AXEL, suo nipote
IL CAPO DEI GÉRONTI
I GÉRONTI
LE DONNE ANZIANE
I BAMBINI DEL GIARDINO
IL CORO
I. La casaBuio.
Un respiro antico.
Al centro della scena: una casa suggerita da tre soli oggetti: una sedia, una brocca, una piccola lampada.
IL SAGGIO-VEGGENTE è seduto. AXEL gli sta accanto.
IL SAGGIO-VEGGENTE
Questa casa non è una casa.
È una memoria.
Sta in piedi grazie ai morti,
alle donne che hanno portato l’acqua,
ai bambini che hanno corso nella polvere,
alle lingue sussurrate quando bisognava tacere.
Sta in piedi grazie a ciò che i vincitori
non sono riusciti a bruciare.
AXEL
Allora perché tremi, nonno?
IL SAGGIO-VEGGENTE
Perché ho visto entrare degli uomini.
Non portavano torce.
Portavano chiavi.
Non dicevano:
“Siamo venuti a distruggere.”
Dicevano:
“Siamo venuti a proteggere.”
Ed è così che la casa fu confiscata.
Un rumore sordo. I GÉRONTI appaiono nell’ombra.
II. I Géronti
I GÉRONTI avanzano lentamente. Non camminano: occupano.
IL CAPO DEI GÉRONTI prende la sedia e vi si siede.
IL CAPO DEI GÉRONTI
La casa ha bisogno d’ordine.
La memoria ha bisogno di custodi.
I bambini dimenticheranno.
Le donne piangeranno.
I giovani tradiranno.
Noi soli resteremo.
I GÉRONTI
Noi soli.
IL CAPO DEI GÉRONTI
Custodiremo i libri.
Custodiremo le soglie.
Custodiremo i canti.
Custodiremo i nomi.
AXEL
Per trasmetterli?
IL CAPO DEI GÉRONTI
Per proteggerli.
AXEL
Ciò che non trasmettete, lo seppellite.
IL CAPO DEI GÉRONTI
Nipote insolente.
Tu non c’eri.
AXEL
No.
Per questo devo sapere.
IL CAPO DEI GÉRONTI
Saprai ciò che diremo noi.
AXEL
Allora saprò poco.
Silenzio.
I GÉRONTI
Disturba.
Inquieta.
Fende.
IL CAPO DEI GÉRONTI
Dategli una memoria conveniente.
AXEL
Una memoria conveniente
è una tomba ben ordinata.
Io voglio la memoria viva.
Quella che zoppica,
che piange,
che a volte canta stonata,
ma respira ancora.
III. Le donneLE DONNE ANZIANE entrano. All’inizio non guardano i Géronti. Toccano la brocca, la lampada, il suolo.
PRIMA DONNA ANZIANA
Abbiamo lavato i morti.
SECONDA DONNA ANZIANA
Abbiamo nascosto i nomi.
TERZA DONNA ANZIANA
Abbiamo nutrito i bambini
con briciole e racconti.
PRIMA DONNA ANZIANA
Quando bruciavano i campi,
noi conservavamo i semi.
SECONDA DONNA ANZIANA
Quando vietavano i canti,
noi cantavamo dentro il pane.
TERZA DONNA ANZIANA
Quando dicevano:
“Tutto è finito”,
noi rispondevamo in silenzio:
“Non ancora.”
IL CAPO DEI GÉRONTI
Donne antiche,
il vostro dolore vi smarrisce.
PRIMA DONNA ANZIANA
No.
Ci orienta.
SECONDA DONNA ANZIANA
Veniamo da lontano.
TERZA DONNA ANZIANA
Da così lontano
che le vostre menzogne
arrivano stanche.
IV. Il Saggio-Veggente
IL SAGGIO-VEGGENTE alzandosi lentamente.
Ascoltatemi.
La memoria non appartiene
a chi la custodisce.
Appartiene a chi la riceve
e la rende più chiara.
Voi siete invecchiati attorno a essa
come pietre attorno a una sorgente.
Ma una sorgente circondata
diventa palude.
IL CAPO DEI GÉRONTI
Parli contro la tua età.
IL SAGGIO-VEGGENTE
No.
Parlo contro la vostra vecchiaia.
Esistono vecchi che aprono.
E vecchi che chiudono il cielo.
Voi siete di quelli.
I GÉRONTI
Sacrilegio.
IL SAGGIO-VEGGENTE
No.
Trasmissione.
AXEL
Nonno, che cosa bisogna fare?
IL SAGGIO-VEGGENTE
Non diventare il loro contrario.
Diventa la loro uscita.
V. Il giardinoUna risata di bambino.
I GÉRONTI si immobilizzano.
Una seconda risata.
I BAMBINI DEL GIARDINO entrano con biglie, noccioli d’albicocca, pezzi di gesso, fiori.
Non chiedono nulla. Giocano.
IL CAPO DEI GÉRONTI
Chi vi ha permesso di entrare?
UNA BAMBINA
Non entriamo.
Torniamo.
UN BAMBINO
Era il nostro giardino.
IL CAPO DEI GÉRONTI
Qui si veglia sull’eredità.
UNA BAMBINA
Allora perché non cresce più?
I bambini formano un cerchio attorno ai Géronti.
IL CAPO DEI GÉRONTI
Fermate questa ronda.
UN BAMBINO
Gira.
IL CAPO DEI GÉRONTI
Ho detto: fermatela.
UNA BAMBINA
Anche il tempo gira.
E voi non lo fermate.
I bambini ridono piano.
AXEL
Non vi combattono nemmeno.
E già indietreggiate.
IL CAPO DEI GÉRONTI
Noi non indietreggiamo.
UN BAMBINO
Vi rimpicciolite.
Silenzio.
VI. Il cantoI bambini cominciano a cantare molto piano.
I BAMBINI
Tchikerbahi bom bom bom,
Tchikerbahi bom.
Dawi dawi,
daw daw daw,
Tchikerbahi bom.
Tchikerbahi bom bom bom,
Tchikerbahi bom.
Dawi dawi,
daw daw daw,
Tchikerbahi bom.
Il canto continua sotto le parole.
IL CORO
Non è un esercito.
Non è un tribunale.
Non è una vendetta.
È un giardino che ricorda.
È un’infanzia che torna
a cercare i suoi colori.
È la casa che rifiuta
di restare confiscata.
LE DONNE ANZIANE
Abbiamo custodito i semi.
I BAMBINI
Li pianteremo.
AXEL
Abbiamo ricevuto le ferite.
IL SAGGIO-VEGGENTE
Dovete trasmettere la luce.
IL CAPO DEI GÉRONTI
E noi?
UNA BAMBINA
Voi?
Guarda gli altri bambini.
Potete guardare.
I bambini riprendono la ronda. I Géronti restano al centro, inutili.
VII. La caduta senza rumore
AXEL ai Géronti.
Avete creduto che il potere fosse una sedia.
Vi siete seduti troppo a lungo.
Avete creduto che la memoria fosse uno scrigno.
Ne avete perduto la chiave.
Avete creduto che i bambini fossero il futuro.
Avete dimenticato
che erano già qui.
IL CAPO DEI GÉRONTI
Vuoi scacciarci?
AXEL
No.
Voglio che smettiate
di ostruire il passaggio.
IL CAPO DEI GÉRONTI
E se rifiutiamo?
IL SAGGIO-VEGGENTE
Allora il mondo
passerà attorno a voi.
Un bambino fa rotolare una biglia. Attraversa il cerchio, passa davanti ai Géronti e si ferma vicino alla lampada.
UN BAMBINO
Ha trovato la luce.
UNA BAMBINA
Non ha chiesto la strada a nessuno.
VIII. Il sognoLa luce diventa più calda.
AXEL
Nonno…
Credo di aver visto
la casa respirare.
Ho visto cadere le maschere.
Ho visto le donne rialzare la testa.
Ho visto i bambini entrare senza paura.
Ho visto gli anziani diventare finalmente passatori
o sparire nella loro stessa polvere.
Ho voluto gridare:
Hourra.
IL SAGGIO-VEGGENTE
Puoi gridarlo.
Ma sappi che cosa chiede quel grido.
AXEL
Che cosa chiede?
IL SAGGIO-VEGGENTE
Veglianti.
Una vittoria sognata
può ridiventare notte
se nessuno custodisce la lampada.
AXEL
Allora il mio sogno non è vero?
IL SAGGIO-VEGGENTE
Non è falso.
È fragile.
AXEL
Fragile come cosa?
IL SAGGIO-VEGGENTE
Come un seme.
Come una parola giusta.
Come un bambino che canta
davanti a uomini di pietra.
Silenzio.
AXEL
Allora veglieremo.
IL SAGGIO-VEGGENTE
Sì.
Ma non dimenticare mai:
il folle che esce da una porta
può rientrare da un’altra,
con un’altra maschera,
un’altra bandiera,
un’altra preghiera.
AXEL
Me ne ricorderò.
IL SAGGIO-VEGGENTE
Sogni troppo, figlio mio.
Sogni troppo.
AXEL
Forse.
Ma ormai
non sogno più da solo.
IX. FinaleLe donne, i bambini, AXEL e il SAGGIO-VEGGENTE si dispongono attorno alla lampada.
I Géronti restano in disparte, ancora visibili, ma già fuori dal centro.
IL CORO
La vecchia costellazione crolla.
I suoi ultimi raggi lampeggiano
come bestie ferite.
Ma tra le rovine,
un soffio resiste.
Non siamo i salvatori.
Siamo i testimoni
di ciò che ricomincia.
Non c’è miracolo.
Solo viventi
che rifiutano di continuare a morire.
LE DONNE ANZIANE
Che i morti siano nominati.
I BAMBINI
Che i giochi ricomincino.
AXEL
Che le lingue tornino a cantare.
IL SAGGIO-VEGGENTE
Che la memoria diventi passaggio.
TUTTI, tranne i Géronti
Che la luce
si apra un varco
attraverso le nostre rovine.
E che il mondo,
molto meno oscuro,
osi sopravviverci.
I bambini rilanciano la biglia.
Rotola attorno alla lampada.
I Géronti tendono la mano per fermarla, ma troppo tardi.
La biglia continua la sua corsa.
Buio.
FINE.