Presentazione
I Géronti e il nipote del Saggio-Veggente
I Géronti e il nipote del Saggio-Veggente è un’opera teatrale, visiva e poetica che esplora la confisca della memoria, la falsificazione degli eredità collettivi e la lotta tra trasmissione autentica e potere senile.
In un mondo in cui la verità vacilla sotto il peso dei racconti imposti, una casta di géronti continua a regnare sui frammenti di un sapere antico che pretende di custodire, mentre lo deforma da generazioni per legittimare il proprio dominio.
Dietro rituali, dogmi e cerimonie della memoria, gli antichi custodi sono diventati amministratori di un passato manipolato, irrigidito, trasformato in strumento di obbedienza.
Nel cuore di questo universo crepuscolare appare una figura inattesa: il nipote del Saggio-Veggente.
Erede di una parola dimenticata e di una memoria più antica di quella stessa controllata dai géronti, il giovane avanza tra loro con l’inquietudine di chi comincia a comprendere che alcune verità sono state sepolte sotto le versioni ufficiali della storia.
Tra silenzi, fratture, manipolazioni e rivelazioni, prende forma una lotta invisibile.
Perché quando la memoria diventa potere, la storia smette di illuminare i popoli:
comincia invece a imprigionarli.
Opera dai toni poetici, filosofici e politici, I Géronti e il nipote del Saggio-Veggente interroga i meccanismi della dominazione simbolica, la trasmissione corrotta del sapere, la paura del rinnovamento e i sistemi che sopravvivono trasformando la memoria collettiva in strumento di controllo.
Un viaggio in cui i vecchi parlano ancora… ma in cui il futuro, finalmente, comincia ad ascoltare in modo diverso.
Nota personale dell’autore
Sono nato in una terra in cui la memoria circola prima attraverso le voci che attraverso gli archivi, dove il racconto precede spesso la scrittura e dove il passato continua ad abitare il presente.
Molto presto ho compreso che la memoria collettiva può diventare tanto uno spazio di trasmissione quanto uno strumento di dominio.
Da questa tensione nasce il mio lavoro artistico.
Attraverso il teatro, la poesia, l’immagine e la drammaturgia visiva, cerco di interrogare i meccanismi invisibili che modellano le coscienze:
la costruzione dei racconti ufficiali,la manipolazione della memoria,la confisca del sapere,e il modo in cui certe strutture di potere utilizzano il passato per immobilizzare il futuro.
I Géronti e il nipote del Saggio-Veggente nasce da una domanda semplice:
Che cosa accade a una civiltà quando coloro che pretendono di custodirne l’eredità iniziano a deformarla per conservare il proprio potere?
In quest’opera, i géronti incarnano una casta di vecchi senili che ha confiscato la memoria degli antichi, svuotato i simboli del loro significato vivente e trasformato la trasmissione in un apparato di controllo.
Essi parlano ancora in nome della saggezza…
ma non trasmettono più che la sua caricatura irrigidita.
Di fronte a loro appare AXEL.
Non come un eroe tradizionale.
Ma come una coscienza inquieta che comincia a vedere le crepe nascoste dietro le verità ufficiali.
Questa creazione esplora:
la falsificazione della storia,la trasmissione corrotta del sapere,la paura del rinnovamento,il silenzio collettivo davanti ai sistemi di dominio,la sparizione dei linguaggi simbolici,e la necessità di reinventare una memoria capace di restare viva.
Non cerco di condannare la vecchiaia.
Cerco di distinguere la saggezza autentica dalle strutture senili che continuano a parlare in suo nome.
Il mio lavoro non cerca soltanto di essere visto.
Cerca di risvegliare.
Forse persino di inquietare.
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Nota di regia / Nota d’intenzione
Mettere in scena I Géronti e il nipote del Saggio-Veggente non significa raccontare una storia lineare.
Significa entrare in un territorio di memoria confiscata.
Uno spazio in cui i racconti sono stati lentamente deformati da coloro che pretendevano di custodirli.
In quest’opera, i personaggi non rappresentano soltanto individui.
Incarnano forze storiche, simboliche e politiche.
I géronti non sono i saggi nel senso nobile del termine.
Sono gli eredi degenerati di una funzione sacra.
Vecchi senili che hanno monopolizzato il patrimonio simbolico, trasformato la trasmissione in un apparato di controllo e manipolato la memoria collettiva per prolungare il proprio dominio.
Parlano ancora in nome della saggezza…
ma trasmettono soltanto le sue rovine deformate.
Il nipote del Saggio-Veggente rappresenta una coscienza nascente.
Non cerca di distruggere l’eredità.
Cerca di ritrovare ciò che era prima della sua falsificazione.
Il Saggio-Veggente abita invece una frontiera fragile:
tra verità e silenzio,tra memoria vivente e memoria manipolata,tra trasmissione e confisca,tra eredità e crollo.
La messinscena è concepita come una drammaturgia dell’inquietudine.
Lo spettacolo deve dare la sensazione di un mondo in cui i simboli sopravvivono ancora… ma il loro significato si sta sgretolando.
Lo spazio scenico diventa un luogo di memoria malata.
Un territorio sospeso tra:
rituale,rovina,cerimonia,archivio,e incubo storico.
La luce non deve mai illuminare completamente.
Le voci devono talvolta sembrare provenire:
da un ricordo,da un sogno,da un tribunale invisibile,oppure da una memoria collettiva sepolta sotto le versioni ufficiali della storia.
Il canto dei bambini occupa un posto centrale nella drammaturgia.
Rappresenta ciò che il potere non è ancora riuscito a corrompere del tutto :
l’innocenza del legame umano, la memoria sensibile, la possibilità di una trasmissione ancora viva.
Attraverso quest’opera non cerco di opporre le generazioni.
Interrogo piuttosto i sistemi che utilizzano il passato per impedire al futuro di esistere.
Cerco di mostrare come certe strutture di potere sopravvivano trasformando:
la paura in dottrina,il silenzio in disciplina,e la storia in strumento di obbedienza.
Lo spazio scenico non appartiene volutamente a un’epoca precisa.
Può essere antico.
Può essere contemporaneo.
Può essere già domani.
Perché questa storia non parla di un solo popolo.
Parla di tutti i luoghi in cui la memoria è stata utilizzata per governare le coscienze.
Quest’opera non cerca risposte.
Cerca di risvegliare una vigilanza.
Come una voce che continua a sussurrare nell’oscurità:
“Resta sveglio.”
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Scheda tecnica del progetto
Titolo dell’opera
I Géronti e il nipote del Saggio-Veggente (Les Gérontes et le petit-fils du Sage-Voyant)
Ideazione, testo e direzione artistica
Khider Ben si said
Natura del progetto
Opera teatrale, visiva e poetica transdisciplinare.
Progetto ibrido al crocevia tra:
teatro contemporaneo,drammaturgia simbolica,narrazione visiva,installazione memoriale,e ricerca scenografica.
Generi
Drammaturgia contemporaneaTeatro poeticoTeatro simbolicoTeatro della memoriaNarrazione visivaRicerca scenografica e plastica
Lingue del progetto
FrançaisEnglishItalian
o
Anno di creazione
2025 – 2026
Tecnica / Materiali / Medium
Il progetto unisce diverse forme di scrittura e creazione visiva all’interno di un approccio transdisciplinare.
Medium utilizzati
Scrittura teatraleNarrazione poeticaIllustrazione digitaleComposizione visivaRicerca iconograficaArte concettualeDrammaturgia scenograficaTecnica mista
Materiali
Testo teatrale originaleComposizione tipograficaPittura digitaleElaborazione d’immagineArchivi visiviRicerca simbolica e narrativaCostruzione drammaturgica
Supporti di presentazione
Stampa fine artManifesti artisticiFormati digitali ad alta risoluzionePresentazione editoriale e scenograficaSupporto video e proiezione visiva (a seconda dello spazio espositivo o performativo)
Descrizione del supporto presentato
Il progetto presentato assume la forma di un’opera transdisciplinare che riunisce drammaturgia originale, creazione visiva e ricerca scenografica.
Il materiale artistico comprende:
un estratto dell’opera teatrale I Géronti e il nipote del Saggio-Veggenteuna serie di illustrazioni originali sviluppate a partire dall’universo drammaturgico dell’operacomposizioni visive concepite come manifesti narrativi, al confine tra letteratura, pittura digitale e immaginario teatraleuna ricerca iconografica dedicata alla memoria, alla trasmissione, al tempo, alla falsificazione storica e alla filiazione simbolicaun dispositivo scenografico che esplora le nozioni di archivio, rovina memoriale e potere narrativo
L’insieme costituisce un progetto artistico autonomo concepito come esperienza immersiva, in cui testo, immagine, luce e silenzio dialogano continuamente.
Le immagini non cercano di illustrare letteralmente la narrazione.
Aprono piuttosto spazi di tensione e interpretazione, lasciando emergere una dimensione universale sospesa tra:
mito,memoria collettiva,crollo storico,e manipolazione dei racconti.
Démarche plastica e visiva
L’opera si costruisce come un affresco narrativo contemporaneo in cui personaggi, architetture mentali, oggetti simbolici e frammenti di memoria compongono una drammaturgia visiva della falsificazione.
Lo spazio plastico sovrappone:
biblioteche labirintichefigure invecchiate e senilimanoscritti frammentatitracce linguisticheoggetti sospesiarchivi cancellatisegni di trasmissione alterataelementi surreali che evocano la decomposizione del tempo e della memoria
L’universo visivo cerca di produrre l’impressione di una civiltà rinchiusa nei propri racconti.
I géronti appaiono come custodi di un’eredità che essi stessi hanno contribuito a deformare.
Gli spazi scenici diventano:
camere della memoria,santuari del silenzio,archivi in rovina,luoghi in cui la verità sembra essere stata sepolta sotto gli strati successivi della parola ufficiale.
Lo spettatore è invitato a ricostruire autonomamente i frammenti del racconto, come se attraversasse una biblioteca di memoria vivente i cui libri sono stati deliberatamente mutilati.