Presentazione breve dell’opera (in italiano, inglese e francese)
I Géronti e il nipote del Saggio-Veggente
Les Gérontes et le petit-fils du Sage-Voyant
Opera teatrale, visiva e poetica
Testo e concezione scenica: Khider Ben si said
1. Presentazione breve dell’opera
I Géronti e il nipote del Saggio-Veggente è un’opera teatrale, visiva e poetica che interroga la confisca della memoria, la falsificazione degli eredità collettivi e il modo in cui certi poteri trasformano la storia in strumento di obbedienza.
In un universo crepuscolare, una casta di géronti senili regna sui frammenti di un sapere antico che pretende di preservare, mentre lo ha lentamente deformato per legittimare il proprio dominio. Di fronte a loro appare AXEL, il nipote del Saggio-Veggente, portatore di una coscienza nuova e di una memoria ancora capace di resistere.
Attraverso il sogno, il canto dei bambini, le voci scomparse e il crollo dei racconti ufficiali, l’opera fa emergere una lotta invisibile tra memoria vivente e memoria confiscata.
Questa pièce breve, concepita per una forma scenica concentrata, agisce come un frammento rituale: un teatro della veglia, della frattura e della trasmissione.
2. Nota d’intenzione
Quest’opera nasce da una domanda essenziale:
Che cosa accade a una società quando coloro che pretendono di proteggerne l’eredità iniziano a falsificarla per conservare il potere?
I géronti non rappresentano qui la saggezza degli antichi. Incarnano, al contrario, la sua deformazione: una casta invecchiata e senile che ha confiscato il patrimonio simbolico e trasformato la memoria in un apparato di controllo.
Di fronte a questa struttura di dominio, AXEL non è un eroe tradizionale. È una coscienza che si risveglia. Non cerca di distruggere l’eredità, ma di ritrovare ciò che è stato sepolto sotto i racconti imposti.
Attraverso quest’opera, desidero interrogare i meccanismi con cui i poteri manipolano il passato, impongono il silenzio e trasformano la paura in dottrina. Ma desidero anche far emergere un’altra forza: quella dell’infanzia, del canto, della memoria sensibile e della vigilanza.
L’ultima parola di AXEL, “staro sveglio / I will stay awake”, diventa così un giuramento contro l’oblio organizzato.
3. Commento artistico
La pièce si fonda su una drammaturgia della frammentazione. Non racconta una storia lineare: attraversa frammenti di memoria, incubi, canti, voci e silenzi.
La struttura in quattro movimenti crea una progressione precisa.
Fractured Prelude apre l’opera con il sogno del Saggio-Veggente, dove appare già la minaccia di un potere nato dalla paura e dalla divisione.
Children, Play, and Fracture introduce il canto delle bambine, fragile spazio d’innocenza presto interrotto dalla violenza della storia.
The Collapse fa esplodere il linguaggio stesso: le parole si deformano, le voci si sovrappongono, la memoria diventa polvere.
Axel’s Dream offre un’uscita non consolatoria, ma vigile: il futuro resta possibile solo se qualcuno accetta di rimanere sveglio.
Il teatro diventa qui uno spazio di resistenza contro i racconti falsificati. I bambini, le donne anziane, le voci di Gyaltsen ed Eric, il Saggio-Veggente e AXEL compongono una costellazione di presenze che si oppone alla confisca del senso.
La messinscena privilegia i contrasti: luce e oscurità, canto e minaccia, infanzia e potere, memoria ed cancellazione. Il silenzio non è una pausa: diventa materia drammatica.
4. Immagine forte associata
L’immagine che accompagna l’opera deve prolungarne l’universo senza ridurlo a una semplice illustrazione narrativa.
Può mostrare:
il Saggio-Veggente e AXEL mentre guardano un orizzonte in chiaroscuro; alcune bambine che danzano in cerchio vicino a una luce lontana; sopra di loro, i géronti come figure oscure, metà umane e metà orchi, dominanti la scena; una separazione visiva tra due mondi: quello del potere senile e oscuro, e quello di una memoria ancora luminosa; un libro, un canto o una traccia d’archivio come simbolo di un’eredità da riconquistare. L’immagine deve suggerire che la pièce non parla tanto di un conflitto tra generazioni, quanto di una lotta tra due forme di memoria: quella che libera e quella che imprigiona.
5. Coerenza tra testo, immagine e démarche artistica
I Géronti e il nipote del Saggio-Veggente si inscrive in una ricerca artistica più ampia sulla memoria, la trasmissione, la falsificazione storica e la resistenza delle coscienze.
Il testo drammatico, l’immagine e la démarche visiva lavorano nella stessa direzione: mostrare come un’eredità possa essere confiscata, deformata, strumentalizzata, ma anche come una voce fragile possa riaprire un passaggio verso la verità.
L’opera afferma che la memoria non è mai neutrale. Può essere rifugio, arma, prigione o promessa. Tutto dipende da chi la trasmette, da chi la confisca e da chi osa finalmente interrogarla di nuovo.
Al cuore dell’opera resta una frase essenziale:
Quando la memoria si addormenta,
il potere impara a parlare più forte.
Quando la storia viene confiscata,
l’obbedienza comincia a chiamarsi verità.
E quando i bambini smettono di cantare,
le civiltà ricominciano i loro incubi.
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PRENSENTATION IN ENGLISH
I Géronti e il nipote del Saggio-Veggente
Les Gérontes et le petit-fils du Sage-Voyant
The Elders and the Sage-Seer’s GrandSon
1. Short presentation of the work
The Gerontes and the Sage-Seer’s Grandson is a theatrical, visual and poetic work that explores the confiscation of memory, the falsification of collective inheritances, and the way certain powers transform history into an instrument of obedience.
In a twilight-like universe, a senile caste of gerontes rules over the fragments of an ancient knowledge they claim to preserve, while having slowly deformed it in order to legitimize their domination. Facing them appears AXEL, the Sage-Seer’s grandson, bearer of a new consciousness and of a memory still capable of resistance.
Through dream, children’s song, vanished voices and the collapse of official narratives, the work reveals an invisible struggle between living memory and confiscated memory.
This short stage piece, conceived as a concentrated theatrical form, acts like a ritual fragment: a theatre of vigilance, fracture and transmission.
2. Statement of intent
This work was born from an essential question:
What happens to a society when those who claim to protect its inheritance begin to falsify it in order to preserve their power?
The gerontes do not represent the wisdom of the elders. On the contrary, they embody its deformation: an aging and senile caste that has confiscated symbolic heritage and transformed memory into an apparatus of control.
Facing this structure of domination, AXEL is not a traditional hero. He is an awakening consciousness. He does not seek to destroy inheritance, but to recover what has been buried beneath imposed narratives.
Through this work, I seek to question the mechanisms through which powers manipulate the past, impose silence and transform fear into doctrine. But I also seek to make another force audible: that of childhood, song, sensitive memory and vigilance.
AXEL’s final words, “I will stay awake,” thus become an oath against organized oblivion.
3. Artistic commentary
The piece is built upon a dramaturgy of fragmentation. It does not tell a linear story: it moves through fragments of memory, nightmares, songs, voices and silences.
Its four-part structure creates a precise progression.
Fractured Prelude opens the work with the Sage-Seer’s dream, where the threat of a power born from fear and division already appears.
Children, Play, and Fracture introduces the song of the little girls, a fragile space of innocence soon interrupted by the violence of history.
The Collapse makes language itself break apart: words deform, voices overlap, memory turns to dust.
Axel’s Dream offers an ending that is not consolatory, but vigilant: the future remains possible only if someone accepts the task of staying awake.
Theatre becomes here a space of resistance against falsified narratives. The children, the elder women, the voices of Gyaltsen and Eric, the Sage-Seer and AXEL form a constellation of presences opposed to the confiscation of meaning.
The staging privileges contrasts: light and darkness, song and threat, childhood and power, memory and erasure. Silence is not a pause: it becomes dramatic matter.
4. Strong associated image
The image accompanying the work should extend its universe without reducing it to a simple narrative illustration.
It may show:
the Sage-Seer and AXEL looking toward a chiaroscuro horizon; little girls dancing in a circle near a distant light; above them, the gerontes as dark figures, half-human and half-ogre, dominating the scene; a visual separation between two worlds: that of senile and obscure power, and that of a memory still luminous; a book, a song, or a trace of archive as the symbol of an inheritance to be reclaimed. The image should suggest that the piece is not primarily about a conflict between generations, but about a struggle between two forms of memory: one that liberates and one that imprisons.
5. Coherence between text, image and artistic approach
The Gerontes and the Sage-Seer’s Grandson belongs to a broader artistic research on memory, transmission, historical falsification and the resistance of consciousness.
The dramatic text, the image and the visual approach all work in the same direction: to show how an inheritance can be confiscated, deformed and instrumentalized, but also how a fragile voice can reopen a passage toward truth.
The work affirms that memory is never neutral. It can be a refuge, a weapon, a prison or a promise. Everything depends on those who transmit it, those who confiscate it, and those who finally dare to question it again.
At the heart of the work remains an essential sentence:
When memory falls asleep,
power learns to speak louder.
When history is confiscated,
obedience begins to call itself truth.
And when children stop singing,
civilizations begin repeating their nightmares.
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1. Courte présentation de l’œuvre en français
I Géronti e il nipote del Saggio-Veggente est une œuvre théâtrale, visuelle et poétique qui interroge la confiscation de la mémoire, la falsification des héritages collectifs et la manière dont certains pouvoirs transforment l’histoire en instrument d’obéissance.
Dans un univers crépusculaire, une caste de gérontes séniles règne sur les fragments d’un savoir ancien qu’elle prétend préserver, alors qu’elle l’a lentement déformé pour légitimer sa domination. Face à eux surgit AXEL, le petit-fils du Sage-Voyant, porteur d’une conscience nouvelle et d’une mémoire encore capable de résister.
À travers le rêve, le chant des enfants, les voix disparues et l’effondrement des récits officiels, l’œuvre fait apparaître une lutte invisible entre mémoire vivante et mémoire confisquée.
Cette pièce courte, conçue pour une forme scénique resserrée, agit comme un fragment rituel: un théâtre de veille, de fracture et de transmission.
2. Note d’intention
Cette œuvre est née d’une question essentielle:
Que devient une société lorsque ceux qui prétendent protéger son héritage commencent à le falsifier pour conserver le pouvoir ?
Les gérontes ne représentent pas ici la sagesse des anciens. Ils incarnent au contraire sa déformation: une caste vieillissante, sénile, qui a confisqué le patrimoine symbolique et transformé la mémoire en appareil de contrôle.
Face à cette structure de domination, AXEL n’est pas un héros traditionnel. Il est une conscience en éveil. Il ne cherche pas à détruire l’héritage, mais à retrouver ce qui a été enseveli sous les récits imposés.
À travers cette œuvre, je souhaite interroger les mécanismes par lesquels les pouvoirs manipulent le passé, imposent le silence et transforment la peur en doctrine. Mais je souhaite aussi faire entendre une autre force: celle de l’enfance, du chant, de la mémoire sensible et de la vigilance.
La dernière parole d’AXEL, “I will stay awake”, devient ainsi un serment contre l’oubli organisé.
3. Commentaire artistique
La pièce repose sur une dramaturgie de la fragmentation. Elle ne raconte pas une histoire linéaire: elle traverse des éclats de mémoire, des cauchemars, des chants, des voix et des silences.
La structure en quatre mouvements crée une progression très nette:
Fractured Prelude ouvre l’œuvre par le rêve du Sage-Voyant, où apparaît déjà la menace d’un pouvoir né de la peur et de la division.
Children, Play, and Fracture introduit le chant des fillettes, fragile espace d’innocence bientôt interrompu par la violence historique.
The Collapse fait éclater le langage lui-même: les mots se déforment, les voix se superposent, la mémoire devient poussière.
Axel’s Dream offre une sortie non pas consolatrice, mais vigilante: l’avenir reste possible seulement si quelqu’un accepte de rester éveillé.
Le théâtre devient ici un espace de résistance contre les récits falsifiés. Les enfants, les femmes âgées, les voix de Gyaltsen et Eric, le Sage-Voyant et AXEL composent une constellation de présences qui s’opposent à la confiscation du sens.
La mise en scène privilégie les contrastes: lumière et obscurité, chant et menace, enfance et pouvoir, mémoire et effacement. Le silence n’est pas une pause: il devient une matière dramatique.
4. Image forte associée
L’image accompagnant l’œuvre doit prolonger son univers sans le réduire à une illustration narrative.
Elle peut montrer :
le Sage-Voyant et AXEL regardant un horizon clair-obscur; des fillettes qui dansent en ronde près de la lumière lointaine; au-dessus d’eux, les gérontes, figures sombres, demi-humaines, demi-ogres, dominant la scène; une séparation visuelle entre deux mondes: celui du pouvoir sénile et obscur, et celui d’une mémoire encore lumineuse; un livre, un chant, ou une trace d’archive comme symbole d’un héritage à reconquérir. L’image doit suggérer que la pièce parle moins d’un conflit entre générations que d’un combat entre deux formes de mémoire: celle qui libère et celle qui emprisonne.
5. Cohérence entre texte, visuel et démarche
Les Gérontes et le petit-fils du Sage-Voyant s’inscrit dans une recherche artistique plus large autour de la mémoire, de la transmission, de la falsification historique et de la résistance des consciences.
Le texte dramatique, l’image et la démarche visuelle travaillent dans la même direction: montrer comment un héritage peut être confisqué, déformé, instrumentalisé, mais aussi comment une voix fragile peut rouvrir un passage vers la vérité.
L’œuvre affirme que la mémoire n’est jamais neutre. Elle peut être un refuge, une arme, une prison ou une promesse. Tout dépend de ceux qui la transmettent, de ceux qui la confisquent, et de ceux qui osent enfin la réinterroger.
Au cœur de cette œuvre demeure une phrase essentielle :
Quand la mémoire s’endort, le pouvoir apprend à parler plus fort.
Quand l’histoire est confisquée, l’obéissance commence à se faire passer pour la vérité.
Et quand les enfants cessent de chanter, les civilisations recommencent leurs cauchemars.