Un iconico soldatino di plastica verde, simbolo di giochi d'infanzia e di militarismo, inverte il suo ruolo bellico. Al posto di una minacciosa granata, la sua mano protesa impugna un microfono. Questa sostituzione potente e inaspettata trasforma la figura in un veicolo di tutt'altro genere di "lancio": quello della parola, della comunicazione.
L'opera "Propaganda" denuncia con immediatezza la subdola guerra dell'informazione e le strategie manipolatorie insite nella propaganda. La forza visiva dell'immagine è tale da rendere superflua qualsiasi didascalia esplicativa.
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An iconic green plastic soldier, a symbol of childhood games and militarism, inverts its warlike role. Instead of a menacing grenade, its outstretched hand holds a microphone. This powerful and unexpected substitution transforms the figure into a vehicle for a completely different kind of "project": that of the word, of communication.
The work "Propaganda" immediately denounces the subtle information warfare and the manipulative strategies inherent in propaganda. The visual power of the image is such that any explanatory caption is superfluous.