ENG
"Till Death Do Us Part". A bond that becomes a sentence, a daily gesture shattered by violence. On marble tiles, cold as gravestones, lie lipsticks butchered by a blade. Beside them, a knife stained with color seals the transposition between the lipstick’s body and the woman’s body.
Marble is memory and irreversibility, a mark carved in time. The lipsticks, varied in color and shape, speak to the cross-cutting nature of gender-based violence: it knows no borders, no age.
The title overturns the marriage vow in its most brutal form. In most cases of femicide, the perpetrator is a partner or ex-partner, and the most commonly used weapon is a knife.
ITA
"Finché morte non ci separi". Un vincolo che diventa condanna, un gesto quotidiano spezzato dalla violenza. Su piastrelle di marmo, fredde come lapidi, giacciono rossetti massacrati da una lama. Accanto, un coltello macchiato di colore sigilla la trasposizione tra il corpo del rossetto e quello della donna.
Il marmo è memoria e irreversibilità, un segno inciso nel tempo. I rossetti, diversi nei colori e nelle forme, raccontano la trasversalità della violenza di genere: non ha confini, non ha età.
Il titolo ribalta il giuramento coniugale nella sua forma più brutale. Nella maggior parte dei femminicidi, il carnefice è un partner o un ex partner, e l’arma più usata è il coltello.