Sull’asfalto, con la cenere, viene tracciata la forma essenziale di un tombino contenente una scala. L’immagine allude a un accesso,... Read More
Sull’asfalto, con la cenere, viene tracciata la forma essenziale di un tombino contenente una scala. L’immagine allude a un accesso, a un rifugio possibile, a una via di fuga immaginata all’interno dello spazio ordinario della strada. Nel corso del video il disegno viene progressivamente disperso dall’aria, fino a scomparire.
La cenere utilizzata nell’opera proviene dal legno bruciato nel camino durante l’inverno: un materiale che è stato fonte di calore e protezione e che, una volta consumato, si presenta come residuo. In questa trasformazione la cenere conserva una duplice natura, quella di scarto e quella di traccia di un’abitazione.
L’opera nasce dal desiderio di immaginare una soglia a partire dalle stesse macerie. La possibilità di un altrove prende forma attraverso ciò che resta, come se il rifugio potesse essere costruito unicamente con la materia lasciata dalla combustione.
La cenere, presente anche nello spazio espositivo, estende il video oltre lo schermo e restituisce al residuo una presenza concreta. Ciò che è stato consumato e ridotto in polvere torna a essere materia di costruzione, suggerendo che ogni tentativo di trovare un riparo o una via di fuga prende avvio dalle tracce che portiamo con noi.