Uno spazio di tensione tra limite e possibilità.
Ogni confine separa e definisce, ma è anche il luogo in cui può emergere la possibilità del passaggio, concedendosi di immaginare un altrove possibile.
La struttura in ferro saldato riprende la forma essenziale di una porta, privata però della sua funzione originaria: non delimita, non protegge, non conduce a uno spazio definito.
Rimane una soglia minima, fragile e attraversabile.
La soglia diventa un dispositivo percettivo capace di attivare una relazione tra corpo, memoria e immaginazione.
La porta non introduce a un altrove separato dal reale, ma apre la possibilità di attraversarlo diversamente.
L'altrove evocato non coincide con un luogo ideale o irraggiungibile, ma con una possibilità fragile e concreta di abitare il mondo.