La Grande Madre, conosciuta anche come Grande Dea o Dea Madre rappresenta un archetipo
femminile primordiale, simbolo di fertilità e forza creatrice.
Questa figura incarna il nutrimento e la crescita, connessa al culto della Madre Terra, esprimendo
l'interminabile ciclo di nascita-sviluppo- maturità-declino-morte-rigenerazione che caratterizza le vite
umane, i cicli naturali e cosmici.
Rappresenta la capostipite del progetto “Le dee: nuove opere primitive”.
Scolpita interamente a mano, l'opera si ispira all'arte primitiva e rappresenta una figura femminile in
ginocchio, con lo sguardo rivolto in basso, un gesto che evoca devozione. Similmente alle piccole dee
madri, le braccia della figura non sono presenti se non come appendici, mentre ciò che risalta sono i
grandi seni e il ventre, simboli di abbondanza e fertilità.
La forza di gravità la radica al terreno: le sue masse pesanti si dirigono verso il profondo, come a
cercare l’intimità del cuore della terra.
Ispirata alle antiche società matriarcali, la scultura si fa metafora di un amore generativo,
promotore di unità e uguaglianza