Installazione con sei pannelli di flanella di cotone
Realizzata durante la residenza artistica al BIGCi Centre – Bilpin, Australia (2025)
Durante la mia residenza artistica presso il BIGCi Center, immersa nella natura incontaminata del Wollemi National Park, ho creato sei pannelli in flanella di cotone, ciascuno di circa 30 cm di larghezza per 200 cm di altezza. I teli sono stati avvolti agli alberi della specie Angophora , la cui corteccia, percorsa da fenditure simili a ferite, rilascia una resina rossa che – come narra la tradizione aborigena – possiede proprietà curative.
Questa resina è diventata la vera autrice dei pannelli: li ha dipinti silenziosamente, lasciando segni, tracce, colori. Ogni telo, srotolato da un lungo bastone, diventa testimone di un gesto condiviso tra l'umano e il vegetale, tra il mio ascolto e la scrittura della natura. antichi Angophora feriti – sono stati avvolti in una morbida flanella bianca. Questi alberi, poeticamente "bendati" dall'artista, indossano strisce imbevute di resina rossa, che ricordano il sangue antico - una memoria silenziosa di ferite e guarigione. Il pubblico è invitato ad abbracciarli, toccarli, appoggiarvi le mani o il viso, riscoprendo il potere di un contatto lento e rispettoso.
“Un messaggio per te” è il titolo che ho voluto dare a quest'opera, che può essere esposto sia in verticale che in orizzontale, come una pergamena o una preghiera. Un messaggio che non è mio, ma ricevuto: dai “feriti” di Ancestral Echoes , all'invio simbolico di un messaggio da parte degli alberi a noi umani. Un messaggio di contatto, di connessione, di cura. Mentre il mondo é ferito da guerre e molti uomini, donn e bambini muoiono, la natura é ferita e versa "sangue".Così bendando questi alberi mi é parso di bendare tutti coloro che in quei giorni venivano feriti
Questo lavoro nasce da una comunicazione profonda con il territorio, da un tempo di immersione, di silenzio e ascolto, in cui ho percepito una dimensione quasi mistica, ancestrale, di connessione totale. È stato un percorso meditativo, un ritorno a ritmi essenziali, un tessuto di tempo umano. La biofilia , ovvero l'innata connessione dell'essere umano con il vivente, è diventata un'esperienza concreta e trasformativa.
Porto con gioia al pubblico questa installazione, é davvero un messaggio di cura ricevuto e da condividere.