In questa grande tela, ho voluto estendere la mia ricerca sull'archetipo della Grande Madre verso una dimensione monumentale e installativa. Il lavoro si sviluppa sulla scomposizione geometrica del cerchio — simbolo di armonia e totalità — che ho diviso in due semicerchi per racchiudere al centro una superficie specchiante.
La scissione fisica della tela mi permette di evocare il processo primordiale della divisione cellulare, in cui la vita si separa per moltiplicarsi. Al cuore di questa struttura, concepisco lo specchio come un dispositivo concettuale e intimo: rispecchiando l'osservatore, lo includo direttamente nel grembo dell'opera, ricordando al contempo il legame profondo e psicologico per cui ognuno di noi è, in fondo, lo specchio delle proprie origini. Chi guarda non è più un semplice spettatore, ma viene proiettato all'interno del mio flusso generativo, diventando parte attiva del quadro.
Attraverso la stratificazione di velature acquerellate e improvvisi accenti di luce, ricerco tonalità del blu che creino un abisso accogliente, capace di trasmettere quiete e protezione. Divisa e ricomposta attraverso il riflesso, l'opera si configura come l'emblema dell'eternità, celebrando l'infinita ciclicità della vita attraverso immagini che faccio affiorare dalla superficie pittorica per poi lasciarle svanire in un battito di ciglia.
Tecnica: Acquerello su tela di cotone, intelaiatura semisferica in legno e inserto specchiante centrale
Dimensioni: Ø 180 cm
Nota installativa: L'opera è concepita in due elementi speculari. Può essere allestita sia con i due semicerchi accostati a filo dello specchio centrale, sia distanziandoli fino a un massimo di 15 cm l'uno dall'altro.