Di Ramo in Rame nasce dall’osservazione e dall'ascolto profondo della materia e dalla sua capacità di evocare forme archetipe. Un tronco d’ulivo recuperato nelle campagne della Murgia conserva nella propria struttura originale la tensione fisica e l’energia di una presenza felina: da questa intuizione emerge, scolpito nel legno, il volto di una leonessa, non imponendosi come elemento artificiale ma rivelandosi come forza vitale interna alla materia stessa.
La pietra della Murgia radica l’opera nel territorio pugliese, mentre le ramificazioni in rame, ottenute da scarti industriali recuperati, espandono la struttura nello spazio come un sistema nervoso o una linfa in continua crescita. Sulla sommità le foglie in ceramica, modellate a mano, accolgono i punti luce del fuoco, trasformando la scultura in una presenza solenne, rituale e sacrale.
L’opera riflette sulla trasformazione della materia e sulla possibilità di restituire memoria e presenza ad elementi abbandonati, creando un equilibrio tra gesto umano, energia naturale e dimensione archetipa. È l'anima della Murgia, lo spirito autentico e la memoria vivente di una terra millenaria.