L’opera indaga lo scirocco non solo come fenomeno atmosferico ma come una precisa condizione intima e afa dell’anima. Questa percezione viene restituita sfruttando la natura stessa dell’acquerello, dove il colore sfuma nell’evaporazione dell’acqua sul foglio e si fa metafora del calore che dilata i confini del nudo. L’anatomia non è mero studio accademico ma territorio dell’anima, la figura sembra subire la pressione invisibile del vento caldo che modella il paesaggio meridionale e offusca i pensieri.
L’atto pittorico diventa uno scavo viscerale, volto a far emergere la forza vitale che si abbandona al il peso del clima esistenziale.