Nascitur è una performance live che indaga la maternità nella sua accettazione più ampia e archetipica, intesa come atto generativo e processo di trasformazione. La nascita viene evocata come evento intimo e universale, una soglia in cui vita e pre-vita, luce e ombra, unità e frammentazione coesistono e si ridefiniscono.
La performance si sviluppa attorno alla creazione di un manufatto che prende forma davanti agli astanti. Il riferimento è cosmogonico: come nel Big Bang, una singolarità originaria si espande generando molteplicità, alterità, separazione. La nascita è così intesa come passaggio da un'unità indifferenziata a una nuova individualità.
Il rapporto madre-figlio è evocato come legame invisibile e indissolubile, ma la genetrice non per forza è donna: è chiunque generi in un processo capace di oltrepassare tempo e spazio e al contempo segnato dalla necessaria differenza della nuova vita rispetto al/alla madre . Il processo performativo si muove nell'imprevedibilità della forma e del destino, accogliendo mutazioni, adattamenti e trasformazioni,
A partire da una condizione simbiotica iniziale, le gerarchie si dissolvono: l'eteronomia lascia spazio all'autonomia e al principio di autodeterminazione. Nascitur diventa così un invito al pubblico a riflettere sui processi di nascita, separazione e divenire, non solo biologico ma anche esistenziali e sociali.