Ultimo dipinto della serie dedicata al canto popolare siciliano a la fimminisca, in cui una donna prega il mare calmo per il ritorno del suo amato. Qui l'invocazione cambia: Fimminisca non si rivolge più direttamente al cielo, ma al proprio uomo, sperando che sia lui a pregare la Madonna e a chiedere per sé il ritorno a terra. I cerchi, fin qui simbolo di un movimento che tornava sempre al punto di partenza, si spezzano e perdono il proprio centro; un'ellisse appena accennata, figura a due fuochi, allude a una duplicità mai risolta fra presenza e assenza. Ridotto a un quasi monocromo di nero, beige, grigio e argento, il dipinto mostra una stabilità ormai incrinata: Fimminisca non abita più un cerchio pieno e colori definiti, ma una forma spezzata che pure resta integrata con l'altro da sé.
The last painting in the series devoted to the Sicilian folk song a la fimminisca, in which a woman prays for a calm sea for her beloved's return. Here the invocation shifts: Fimminisca no longer addresses heaven directly, but her own man, hoping he will pray to the Madonna and ask, in turn, to return to dry land. The circles, until now a symbol of a movement that always returned to its starting point, fracture and lose their fixed centre; a faint ellipse, a figure with two foci, alludes to an unresolved duality between presence and absence. Reduced to a near-monochrome of black, beige, grey and silver, the painting shows a stability now cracked: Fimminisca no longer inhabits a whole circle and defined colours, but a broken form that still remains bound to what lies beyond it.