A la Fimminisca racconta di una donna dell'entroterra trapanese che, in un canto della tradizione popolare siciliana, invoca il mare calmo affinché il suo uomo possa tornare. In questo primo dipinto della serie, il campo rettangolare della tela è l'ordine del dramma umano, minacciato dall'ignoto rappresentato dai cerchi: il mare, l'assenza, ciò che sfugge al controllo. Al centro, un triangolo è la stessa invocazione di Fimminisca, così fragile e disperata da eccedere i confini del supporto, come se volesse superare i limiti del trauma e dell'impotenza di un dolore che non trova chiusura. Gli elementi geometrici si integrano in una mappa dinamica e cromatica dove la stabilità viene continuamente messa alla prova: il triangolo della speranza resta aperto e instabile, ed è proprio questa instabilità, non una forma compiuta, a diventare traccia del sentimento rappresentato.
A la Fimminisca tells of a woman from the countryside near Trapani who, in a song from Sicilian oral tradition, prays for a calm sea so her man may return. In this first painting of the series, the rectangular field of the canvas is the order of human drama, threatened by the unknown embodied in circles: the sea, absence, all that escapes control. At the centre, a triangle is Fimminisca's own invocation, so fragile and desperate that it exceeds the edges of the support, as if straining past the limits of a trauma and a powerlessness that find no closure. The geometric elements come together in a dynamic, chromatic map where stability is constantly tested: the triangle of hope stays open and unstable, and it is this very instability, not a resolved form, that becomes the trace of the feeling it represents.