In quest'opera dissolvo il confine tra paesaggio e visione in un'esplosione
di movimento e colore. Al centro di un orizzonte sconfinato, una figura
scarlatta si libra in una capriola dinamica — semplice gesto fisico e, allo
stesso tempo, rituale di rinascita.
Gioco volutamente con la sua ambiguità: potrebbe essere una veste romana
con la sua stola ovarica, o l'evocazione del Papa Pio II, umanista nato a
Pienza, colui che diede luce al Rinascimento, usando la bellezza come
fondamento dell'identità europea.
In questo balzo, la tiara si fa crisalide e la figura umana farfalla,
incarnando la Psyche greca che si trasforma e rinasce e il viaggio eterno
dell'anima verso la propria liberazione.
L'opera nasce come punto d'incontro tra mito antico e modernità
scientifica. Se nel pensiero orientale la farfalla rappresenta il legame tra
micro e macrocosmo, io traduco visivamente la Teoria del Caos di Edward
Lorenz: questo singolo movimento nel campo dorato è la perturbazione
infinitesimale capace di scatenare tempeste in mondi lontani — l'Effetto
Farfalla reso tangibile attraverso la pennellata.
Il cielo inquieto si lancia con calma indomita sulla stabilità del terreno
quieto: è il paradosso della nostra esistenza, la tensione tra prevedibile e
imprevedibile. Nella mia estetica della contingenza, il cambiamento non è
qualcosa che subiamo: è un atto creativo che scegliamo di compiere.
Invito chi guarda a perdere i propri punti di riferimento e a riconoscere, nel
balzo della figura, il potere del piccolo gesto. Non voglio ritrarre un
istante: voglio esporre la trama invisibile che connette un'azione minima a
una conseguenza infinita. Ogni nostra scelta è la scintilla di un nuovo
universo possibile.
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