R1PUD1A è un progetto di ricerca artistica e civile nato dalla volontà di indagare il ruolo dell’arte nella costruzione di una cultura della pace. Attraverso una rilettura contemporanea dell’Articolo 11 della Costituzione Italiana, il progetto invita a riflettere sul valore...
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R1PUD1A è un progetto di ricerca artistica e civile nato dalla volontà di indagare il ruolo dell’arte nella costruzione di una cultura della pace. Attraverso una rilettura contemporanea dell’Articolo 11 della Costituzione Italiana, il progetto invita a riflettere sul valore del ripudio della guerra e sulla responsabilità individuale e collettiva nella costruzione di società più consapevoli, inclusive e solidali.
L’iniziativa trae ispirazione dalla campagna di EMERGENCY “L’Italia ripudia la guerra”, che ha riportato al centro del dibattito pubblico l’attualità e la forza di uno dei principi fondanti della democrazia italiana. Da questa sollecitazione è nata una ricerca progettuale che ha trasformato un valore costituzionale in un’esperienza artistica capace di dialogare con lo spazio pubblico e con la comunità.
Le autrici, Giovanna Bongiovanni, Giulia Pavesi ed Elena Cucchi, studentesse del Liceo Statale Artistico di Brera di Milano, hanno sviluppato tre proposte che interpretano il tema della pace attraverso il linguaggio dell’arte. Ogni progetto si configura come un simbolo destinato allo spazio collettivo: un dispositivo visivo e relazionale pensato per generare consapevolezza, partecipazione e dialogo.
R1PUD1A rappresenta il risultato di un percorso che unisce ricerca, creatività e cittadinanza attiva. Attraverso la progettazione artistica, le giovani autrici affermano una visione del futuro fondata sul rispetto della dignità umana, sulla cooperazione tra i popoli e sulla convinzione che la cultura possa essere uno strumento concreto di trasformazione sociale.
Il progetto testimonia la capacità delle nuove generazioni di interpretare temi universali attraverso linguaggi contemporanei, dimostrando come l’arte possa diventare non solo espressione estetica, ma anche esercizio di responsabilità civile e immaginazione collettiva.