L'installazione, di dimensioni variabili, composta da un tappeto fotografico, un audiovideo e una piccolissima foto, fa parte di un progetto più ampio che comprende un archivio di immagini realizzate con uno scanner, un video e una serie di mappe relative a una ricognizione dei luoghi di Amatrice dopo il terremoto del 2016.
Il titolo, Mundus Patet, fa riferimento a un’antica festa romana che si teneva il 24 agosto sul Palatino e che celebrava il mondo dei defunti, ma anche ciò che è nascosto: il suolo, la terra. Il 24 agosto 2016 il terremoto ha distrutto la mia casa di famiglia e portato via tre persone care.
Il lavoro riflette su come l’umano sia costantemente intrecciato alla materia: oggetti, costruzioni, paesaggi e atmosfere si combinano con le nostre esistenze e influenzano le nostre storie in modi imprevedibili e misteriosi. Negli intrecci della materia si ritrovano le tracce dei diversi modi di abitare il mondo, frammenti di vite, culture e accadimenti che si legano e si sciolgono senza interruzione, tra realtà e ricordo, tra presente e passato. Il forte legame con la realtà materiale suggerisce che ascolto, attenzione e cura verso il mondo in cui siamo immersi, temporaneamente, dovrebbero costituire il fondamento del nostro modo di abitare la Terra.
L’archivio visivo è composto da 513 immagini realizzate mediante uno scanner utilizzato all’aperto che permette di catturare l’atmosfera che avvolge i frammenti:
_ 171oggetti – per lo più frammenti di vetro appartenuti alla famiglia;
_ 171 pietre che costituivano i muri della casa;
_ 171 rami del meleto adiacente.
Il video presenta una sequenza di immagini diagrammatiche della casa, del meleto e del paesaggio montano circostante, trasformate attraverso l’oscilloscopio. La traccia sonora, costituita da un canto di uccelli, è stata registrata durante un sopralluogo autunnale.
L’opera nel suo insieme si configura come un archivio intimo e sensibile, in cui la memoria prende corpo attraverso la materia, e la perdita si traduce in un atto di cura e consapevolezza verso il mondo.