Appropriazioni del mito, re-interpretazioni, re-visioni.Parlare di miti, ciò che resta per sempre. Eppure niente è immobile, tutto è eroso e... Read More
Appropriazioni del mito, re-interpretazioni, re-visioni.
Parlare di miti, ciò che resta per sempre. Eppure niente è immobile, tutto è eroso e reinterpretato dal e nel tempo. La Circe stereotipata, ammaliatrice e terribile nelle sue alchmie trasformatrici di uomini, raccontata dalla narrazione di Ulisse, diventa protagonista e voce narrante in Circe/Fango, contro-odissea antieroica di Margaret Atwood. Un'esortazione a liberarsi dalle narrazioni precostituite, per immaginare un'altra isola, un'altra Eea, in cui l'umanità femminile e maschile possa essere indirizzata verso nuovi paesaggi, nuovi ruoli e nuove condivisioni. Sei fogli in carta fatta a mano riportano in filigrana le parole della ventiquattresima parte del poema. II titolo Due isole in Esperanto, fa riferimento alla sua etimologia, che vuol dire sperare. L'installazione prevede un tavolo espositore in ferro o in alternativa un montaggio a parete con calamite nei due angoli in alto e il telaio di realizzazione in legno/crinolina/similpiombo.