POLITTICO COMPOSTO DA 4 ELEMENTI ( CM 30X 40 CIASCUNO)
Le figure appena percepibili emergono dietro una stratificazione di bande orizzontali semitrasparenti che sembrano filtrare, cancellare ed allo stesso tempo conservare la visione, presenze appena riconoscibili, affiorano dietro velature e stratificazioni pittoriche che ne interrompono la leggibilitĂ .
I segni orizzontali funzionano come strati di ricordo, ma anche come interferenze: ciò che resta di una persona cara non è mai l'immagine integra ma una successione di frammenti e zone opache in cui la persona assente continua a manifestarsi ma mai in forma definitiva ed accessibile.
Tutte le opere presentate in concorso compongono un mio progetto artistico recente dal titolo “Il peso dell'assenza” che nasce da una dolorosa vicenda personale, ma che ho cercato di sottrarre alla dimensione intima del racconto autobiografico per arrivare ad una riflessione più ampia sulla memoria ed, in particolare sui modi e le forme in cui l'assenza continua ad abitare lo spazio ed il tempo.
Il mio intento è stato quello di costruire una geografia della memoria in cui il paesaggio, l'architettura e gli oggetti quotidiani cessano di essere semplici elementi descrittivi per trasformarsi in depositari di un tempo sospeso che conserva l'impronta di una vita trascorsa e restituisce la persistenza di una presenza che continua ad agire nello spazio della memoria.
Attraverso un linguaggio che intreccia collage, fotografia e pittura, ho scomposto e ricomposto immagini provenienti dal reale, sospendendole in una dimensione priva di coordinate temporali; case senza radici, porte, sedie vuote e orizzonti essenziali sono frammenti di una memoria che non si offre mai come ricostruzione fedele, ma come processo continuo di trasformazione.
Per me il vuoto assume un ruolo strutturale. Non è lo sfondo delle mie opere, ma la materia stessa dell'immagine: uno spazio di sospensione in cui la perdita si manifesta non attraverso la rappresentazione del dolore, bensì nella persistenza silenziosa delle cose. L'assenza acquisisce così una consistenza quasi fisica, modificando la percezione dei luoghi e ridefinendo il rapporto tra corpo, spazio e ricordo.