In un ipotetico “bosco”, illuminato da un probabile “corpo celeste” d’orato, l’uomo ritrova sé stesso, nella sua purezza.Oggi siamo immersi... Read More
In un ipotetico “bosco”, illuminato da un probabile “corpo celeste” d’orato, l’uomo ritrova sé stesso, nella sua purezza.
Oggi siamo immersi in una quantità di conoscenza, immagini e informazioni mai esistita prima. Questa iper-consapevolezza non produce necessariamente maggiore equilibrio, ma molto spesso smarrimento, solitudine, perdita di senso, crisi del rapporto con la natura e con il nostro corpo. Un drastico cambio di rotta è necessario, ma l’uomo nonostante gli sforzi fatti per migliorare le proprie abitudini, non riesce ancora a compiere quel salto, quasi magico, che lo porterebbe a vivere lo spazio, interno ed esterno, in modo più consapevole, lungimirante e libero.
Il dipinto è stato realizzato con diverse tecniche: colori ad olio, colori acrilici, inchiostro, foglia oro e tratta un tema molto comune: cosa siamo? cosa comprendiamo? in cosa siamo compresi? Lo fa attraverso dei simboli e attraverso un metodo, che è quello che poi porta al risultato finale.
Le increspature che si possono vedere sulla superfice, non sono state fatte a pennello, ma si sono il frutto di un processo che lascia spazio alla casualità. Casuale e un termine che usiamo spesso per indicare un'assenza di regole o meglio la presenza di regole che ci sfuggono, invisibili. E' all'interno di questi meccanismi invisibili l'uomo esiste.
Astrazione quindi, ma anche dettagli e simboli come la farfalla che rimandano a significati altri che vanno a completare il concept dell’opera.