L’opera raffigura un doppio ritratto in stile segnaletico di un uomo anziano, colto frontalmente e di profilo, come nelle classiche foto segnaletiche dei criminali. La figura, scavata dal tempo, con lo sguardo duro e penetrante, è adornata da rosari e croci, elementi che contrappongono spiritualità e colpa. Il contrasto più potente è proprio quello tra l’aspetto fragile e apparentemente innocuo della vecchiaia e l'identità inquietante di un presunto serial killer.
La tavoletta identificativa, con iscrizioni confuse e date apparentemente distopiche, rafforza la sensazione di un mondo fuori asse, dove i ruoli sono confusi e le apparenze ingannano.
L’opera ci mette di fronte al paradosso dell’animo umano: anche dietro un volto segnato dall’età, che ispira compassione o rispetto, può celarsi un lato oscuro, imperscrutabile. ogni individuo porta con sé una storia segreta, fatta di ombre e contraddizioni, e che il male – o la colpa – non ha un volto facilmente riconoscibile. Una riflessione profonda sull’ambiguità dell’identità e sulla fallacia dei giudizi basati sull’apparenza.