Al centro della composizione due foglie rosse, accostate e unite, diventano immagine di un incontro possibile oltre ogni confine. La loro vicinanza suggerisce il dialogo tra due identità che, pur provenendo da storie e territori diversi, si riconoscono nella stessa fragile umanità.
In un tempo segnato da guerre e migrazioni, l’opera propone una visione di relazione fondata sulla libertà, sulla diversità e sull’innocenza dell’incontro.