L’opera ci immerge in una dimensione parallela bucolica e trasognante in cui l’umano rinuncia alla parola, individuata come ciò che... Read More
L’opera ci immerge in una dimensione parallela bucolica e trasognante in cui l’umano rinuncia alla parola, individuata come ciò che ha creato la differenza tra esseri viventi, in favore di un linguaggio universale basato sul Sentire, che si esprime attraverso il sincretismo tra diverse specie. L’artista pone l’impedimento della parola nell’intreccio di lingue, un nodo, tra la figura umano-vegetale e quella animale e ne mescola i mondi con riferimenti alla primatologia, alla filosofia e a un postumano in cui nessuna tecnologia mai potrà sostituire la naturale e condivisa capacità di sentire. Un nodo che apparentemente sembra impedire un movimento per generarne un altro, un nodo che si fà canale di un flusso e portatore di una proliferante rete esistenziale.