Renato Bellemo nasce nel 1948 a Chioggia dove vive e dipinge tuttora.
Da ragazzo, frequenta la scuola dell'obbligo ad indirizzo commerciale e già qui si cimenta con disegni e pittura, materie in cui già eccelle. La vita, il lavoro e gli impegni di famiglia lo allontanano dalla passione artistica e pittorica, nel contempo si dedica con passione alle regate e alla navigazione a vela. Coltiva l'interesse per la fotografia in bianco e nero ed a colori.
Il legame con il mare e la città nativa lo spinge a raccogliere in un volume le ricette culinarie della tradizione locale con fotografie che ritraggono gli angoli più suggestivi e pittoreschi della città lagunare.
Raggiunta l'età pensionabile, dall'estate 2004, il desiderio di ritrarre le magnifiche baie delle isole croate, il mare, gli scorci di vita della sua città di cui ne è innamorato lo inducono a riprendere la passione per il pennello, così fa della sua barca lo studio di pittura.
La soddisfazione per i suoi lavori lo induce a lavorare sempre di più ed a migliorare la tecnica, ogni scorcio di città, di campagna o panorama che gli suscita emozione diventa soggetto su cui lavorare con passione.
Presentazione del ciclo pittorico
Nel percorso artistico di Renato si dispiega un viaggio che attraversa origine, movimento, respiro, metamorfosi. Le cinque opere presentate formano un ciclo coerente, quasi una narrazione cosmica e interiore allo stesso tempo, dove ogni tela è una tappa e un'eco della precedente.
Il Big Bang apre il cammino: un'esplosione primordiale, un lampo di energia che dà forma al possibile. È il punto in cui la luce si accende e il gesto pittorico diventa nascita. Con Il Viaggio, quella luce si mette in movimento. Le forme si distendono come onde, come rotte tracciate sul mare. È il cammino dell'anima, il suo avanzare tra memoria e desiderio.
Il Suono del Vento introduce una dimensione più sottile: ciò che non si vede ma muove tutto. La vibrazione, il respiro, la forza invisibile che attraversa lo spazio e lo rende vivo.
In Farfalle nella notte, la delicatezza diventa protagonista. Piccoli bagliori attraversano il buio, come presenze fragili e luminose che trasformano l'oscurità in attesa, in ascolto.
Chiude il ciclo Geometrie Variabili, dove la forma si fa struttura, ritmo, architettura dinamica. È la maturazione del gesto, la consapevolezza che tutto cambia e si ricompone in nuove armonie.
Insieme, queste opere raccontano un'unica storia: quella di una ricerca che unisce energia e silenzio, movimento e contemplazione, luce e metamorfosi. Un viaggio che parte dall'origine e arriva alla forma, senza mai perdere la sua tensione poetica.