The Allure of A.I.
Opera interamente in legno, eccetto il volto (terracotta).
Altezza cm 130.
La creazione di quest’opera è
stata spronata dal presente animato dibattito sull’Intelligenza Artificiale
(A.I. = artificial intelligence in inglese). Il titolo fa riferimento
all’indubbio fascino e utilità di questo complessa congerie di sistemi tecnico/informatici,
già largamente di uso quotidiano nei telefonini, nei p.c., nel marketing,
nell’automotive, nell’arte, nella produzione industriale, in quella
cinematografica ed artistica, e in tanti altri aspetti tecnologici del mondo
contemporaneo.
I problemi che derivano
dall’indubbio aiuto che l’I.A. presta all’uomo, sorgono dal rischio, di cui si
discute, che molto del lavoro umano venga reso superfluo da macchine sempre più
performanti e “intelligenti” e che il loro progredire possa portare a esiti
imprevedibili e pericolosi, a violazioni di diritti, all’emarginazione di
coloro che si renderanno estranei al loro linguaggio ed uso.
Si discute anche se l’I.A. possa
giungere ad avere una vera e propria “coscienza”, cioè un vero sentire
intellettivo, emotivo, sentimentale, tali da renderla potenzialmente
indipendente dal volere dei suoi creatori e capace di una volizione propria.
Non sembra che per ora vi sia questo rischio, ma la tecnologia conosce ed ha
conosciuto in passato sviluppi imprevedibili, rivoluzionari e talvolta
potenzialmente mostruosi, sicchè ogni assoluta sicurezza in questo campo sembra
fuori luogo.