"Ti chiedo di farti fare una foto, ma non devi metterti in posa. Tu fai quello che devi, quello che fai di solito, e io ti seguo con lo sguardo; non ti preoccupare di me.
Aggiusta i tuoi vasi, togli le erbacce, cambia la terra e dai l’acqua alle piante; raccogli i tuoi mandarini e pianta l’aglio. Guarda come sono cresciuti il ficus e il nespolo nato da solo!
Poi, d’un tratto, ti giri e con la voglia di giocare di una bambina prendi i fiori delle tue piante grasse, te li metti sopra gli occhi e mi dici: «Così?».
Poi ridi, e io scatto.
È un attimo, un secondo di una vita che volerebbe via senza ricordo se non fossi stata lì.
In quel momento ti rivedo bambina e mi chiedo come saremmo state da amiche.
Voglio ricordarlo sempre, e mostrare come la vita sia sempre con noi: siamo quello che siamo stati."