Quest'opera offre una rappresentazione viscerale del dolore — passato, presente e futuro — celebrandolo come un ingrediente onnipresente ed ineludibile dell'esistenza umana. La composizione si articola attorno a tre figure chiave.
Sulla sinistra, una figura femminile contraddistinta da inquietanti protuberanze cerebrali compie un gesto rituale: "incorona" con una scatola di legno la testa di un uomo centrale. Quest'ultimo, figura oltraggiata e paralizzata dalla sofferenza, giace appeso alla "Tavola del Dolore". Sul legno sono incisi motti latini tratti da Ovidio, Seneca e Cicerone, che glorificano storicamente il patimento.
A completare la scena, una terza figura disturbante e mostruosa si avvinghia strettamente all'uomo sofferente, a simboleggiare un tormento perpetuo e senza fine.