L’opera è un manifesto contro la guerra, diretto e immediato: ripete lo slogan “No War/Stop War” come un appello collettivo. Accosta simboli di pace (colomba, cuore) a simboli di pericolo e distruzione (teschio, immagini belliche, mano insanguinata), mettendo in evidenza il conflitto tra umanità e violenza. I ritagli di giornale e la grafica di strada suggeriscono anche una critica alla rappresentazione mediatica della guerra e alla necessità di ricordare e testimoniare.