La mia scultura–autoritratto è un viaggio nei diversi livelli della mia identità. Alla base si trova il teschio, simbolo delle radici più profonde, della fragilità e della parte essenziale dell’essere, ciò che rimane quando tutto il resto viene spogliato. Su questo fondamento si sviluppa una superficie ricca di colori materici: pigmenti densi, texture che emergono e si sovrappongono, come strati emotivi e memorie sedimentate nel tempo. Questi colori non restano isolati, ma si fondono con la fotografia collocata al centro dell’opera. L’immagine diventa un punto di incontro tra interiorità e rappresentazione esterna: un ponte tra ciò che è visibile e ciò che vive sotto la superficie. In questo dialogo tra materia, immagine e simbolo, l’autoritratto rivela il mio essere nella sua complessità: un insieme di profondità, contrasti, ricordi e trasformazioni.