Nata a Pisa, si diploma alla Scuola d'Arte e si laurea in Architettura a Firenze. È stata assistente personale dello scultore Luigi Russo Papotto frequentando il suo laboratorio artistico per oltre 4 anni; ha esposto in due personali a Lucca e Milano, con una Collezione in via della Spiga; premiata e segnalata in Concorsi di Design, di cui uno internazionale. Da alcuni anni insegna Arte e immagine nella Scuola media, ama camminare nella natura, mangiare cioccolato fondente e salvaguardare il suo fantastico dialetto toscano.
La sua ricerca artistica si direziona sui “punti di vista” geometrici e mentali, sulle figure impossibili. Interessata ai concetti di spazio, tempo, memoria, ambiguità è alla ricerca di realtà possibili e impossibili, delle infinite combinazioni di intrecci di pieni e vuoti, di tracce che segnalano la presenza nonostante l’assenza, come i giochi dei bambini in una stanza. Raccoglie e custodisce forme, segni, testimonianze e come un’accumulatrice seriale tenta disperatamente, ma inutilmente, di conservare le esperienze che l’hanno plasmata per tenere legata a sé, sé stessa e attraverso la ricerca artistica mette in ordine, accetta e perdona.
L’interesse per l’ambiente, la situazione catastrofica dell’inquinamento e la presenza ormai anche nello spazio di detriti e “spazzatura” umani, focalizza sempre più la sua attenzione ai segni che accumula, ai detriti che oscillano e galleggiano disperdendosi nell’oblio dello spazio e dei pensieri umani.
Born in Pisa, she graduated from the School of Art and majored in Architecture in Florence. She was personal assistant to sculptor Luigi Russo Papotto attending his art workshop for more than 4 years; exhibited in two solo shows in Lucca and Milan, with a Collection in Via della Spiga; awarded and reported in Design Competitions, including an international one. She has been teaching Art in the Middle School for several years, loves walking in nature, eating dark chocolate and safeguarding her fantastic Tuscan dialect.
Her artistic research is directed on geometric and mental “points of view,” on impossible figures. Interested in the concepts of space, time, memory, and ambiguity, she is in search of possible and impossible realities, of the infinite combinations of intertwining solids and voids, of traces that signal presence despite absence, like children's games in a room. She collects and preserves forms, signs, testimonies, and like a serial accumulator she desperately but futilely attempts to preserve the experiences that have shaped her in order to keep tied to herself, herself, and through artistic research she tidies up, accepts and forgives.
Her interest in the environment, the catastrophic situation of pollution and the presence now even in space of human debris and “garbage,” increasingly focuses her attention to the signs she accumulates, to the debris that oscillates and floats dispersing in the oblivion of space and human thoughts.