Davide Cocozza è un artista etico umanitario visivo la cui ricerca nasce da una convinzione radicale: l’arte non è neutrale.
Ogni immagine è una scelta.
Ogni opera è responsabilità.
La sua pratica artistica si fonda sull’ambientalismo etico umanitario, una visione che intreccia tutela dell’ecosistema, diritti degli esseri viventi e dignità umana. L’animale diventa metafora dell’uomo contemporaneo, fragile e predatore allo stesso tempo. L’orso polare con il gelato che si scioglie, la tartaruga gravata dai rifiuti, il koala aggrappato a un segnale di stop non sono semplici figure simboliche: sono specchi morali.
Attraverso pittura, performance e sperimentazione materica sostenibile, Cocozza costruisce immagini che denunciano la crisi climatica, l’inquinamento, la deforestazione e le disuguaglianze sociali. L’utilizzo di materiali ecosostenibili – come il biochar – non è una scelta estetica ma un atto coerente con la propria visione: l’opera deve incarnare il messaggio che comunica.
Autore del Manifesto Etico Umanitario Visivo, afferma che l’arte è un gesto di pace o di responsabilità civile. Non decorazione, ma presa di posizione. Non intrattenimento, ma risveglio.
La sua produzione mira a generare consapevolezza, stimolare empatia e restituire centralità alla vita in tutte le sue forme. L’immagine diventa così luogo di incontro tra coscienza individuale e responsabilità collettiva.
Per Cocozza, creare significa proteggere.
Rappresentare significa assumersi il peso del mondo.
L’arte diventa così un atto di cura verso il pianeta e verso l’umanità