My name is Federica, and I paint with wine, embroider my canvases with wool, and use gold leaf to create works born from the living essence of Sardinia.
Born in Cagliari, my artistic research is deeply connected to the land, its traditions, and its most authentic elements. Wine, the central element of my visual language, is not merely a pigment: it is an organic material that transforms over time, oxidizes, evolves, and makes each artwork unique, alive, and unrepeatable.
Through the union of pure wine, wool, and gold leaf, I create a dialogue between memory, identity, and contemporaneity. Wool recalls the Sardinian textile tradition and the gesture of embroidery, while gold leaf introduces light, preciousness, and contrast within a natural and ever-changing palette.
My works portray an intimate and symbolic Sardinia, shaped by roots, rituals, and transformation. Each piece is born from the desire to transform materials tied to cultural identity into a visual and emotional experience, where art and territory become a single material narrative.
Mi chiamo Federica e dipingo con il vino, ricamo le tele con la lana e utilizzo la foglia oro per creare opere che nascono dalla materia viva della Sardegna.
Nata a Cagliari, la mia ricerca artistica è profondamente legata al territorio, alle sue tradizioni e ai suoi elementi più autentici. Il vino, protagonista assoluto del mio linguaggio espressivo, non è soltanto colore: è una materia organica che si trasforma nel tempo, si ossida, evolve e rende ogni opera unica, viva e irripetibile.
Attraverso l’unione di vino in purezza, lana e foglia oro, costruisco un dialogo tra memoria, identità e contemporaneità. La lana richiama la tradizione tessile sarda e il gesto del ricamo, mentre la foglia oro introduce luce, preziosità e contrasto all’interno di una tavolozza naturale e mutevole.
Le mie opere raccontano una Sardegna intima e simbolica, fatta di radici, rituali e trasformazioni. Ogni lavoro nasce dalla volontà di trasformare materiali identitari in esperienza visiva ed emotiva, dove arte e territorio diventano un’unica narrazione materica.