Su una lastra in plexiglas trasparente (50×50 cm, spessore 8 mm), foglie raccolte e traforate dal tempo sono immerse nella resina e disposte in una composizione centrale. Al posto della nervatura principale, spirali in ottone e rame si inseriscono come nuovi nuclei vitali, in dialogo con la materia naturale.
Il colore nocciola delle foglie, caldo e terroso, contrasta con la brillantezza metallica delle spirali, generando un equilibrio tra ciò che si dissolve e ciò che permane. La trasparenza del supporto lascia passare la luce, esaltando la fragilità del vegetale e la precisione del gesto artigianale.
Ogni elemento è scelto e lavorato a mano: un atto di cura che diventa tentativo di fermare il tempo, di conservare una forma effimera prima che scompaia.
L’opera è completata da una base in acciaio.