La presente collezione racchiude la ricerca artistico-antropologica, su l’inutilità degli utensili che potrebbero essere stati realizzati dai precursori della nostra civiltà. le creazioni testimoniano, in maniera tangibile, una supposizione su come gli oggetti del passato abbiano assunto una vera e propria funzione pragmatica per la sopravvivenza dell’uomo.
Questi utensili, rappresentano il fallimento e l’inutilità, dei modelli mai scoperti, dei prototipi falliti. Gli oggetti, creati per procacciarsi il cibo, oppure per coltivare terreni, sono frutto di sperimentazioni artistiche che ripropongono soluzioni alternative a strumenti come la lancia preistorica; essa ebbe una funzione cruciale per la sopravvivenza e per procacciare il cibo.
Tutto il progetto nasce e si sviluppa secondo una corsia inversa: concepire degli in-utensili, simili ad oggetti tribali; ed inserirle nel contesto geometrico delle forme.
I materiali, naturali ed antichi, con valenze simboliche e spirituali, creano un connubio ideale con il freddo metallo. I lavori si collegano in maniera indissolubile allo spazio permeato.
Si creano così nuove immagini visive e tattili sulla memoria della nostra cultura, aprendo un dialogo fra ciò che fu e ciò che è.