parole chiave : industrializzazione, degrado, tempo, ricordi, lavoro.
L’opera rappresenta una simbiosi tra la figura umana e l’oggetto industriale. L’insieme dei ricordi legati all’oggetto prendono forma, emergono dando vita a una copia dell’uomo. Tuttavia, per quanto l'oggetto possa tentare di riprodurre una figura umana nella sua complessità, si tratta comunque di una copia, di soli frammenti e l'immagine che ne risulta è incompleta, priva di quei dettagli anatomici che caratterizzano un uomo.
L'opera si integra con l'ambiente circostante: un luogo degradato e abbandonato che un tempo rappresentava un simbolo di innovazione e sviluppo. Ora resta lì, immobile, segnato dal tempo, ma ancora in piedi contro ogni aspettativa. Una sorta di mausoleo che in passato ha portato lustro alla città e ai suoi abitanti.
L'edificio è una fabbrica, simbolo di un'industrializzazione che non sempre ha tenuto conto della salvaguardia dell'ambiente, ma che comunque, in qualche misura, ha contribuito al progresso.
Questi luoghi, abbandonati ed esteriormente spogli, sembrano sospesi in un tempo senza fine, creando una sorta di dimensione parallela; i segni del degrado sono frammenti di ricordi.
In questo scenario gli oggetti sembrano in attesa di tornare a svolgere la funzione per cui sono stati creati, come se aspettassero i loro utilizzatori.
Grazie a questa unione così intensa, l'oggetto è in grado di evocare la presenza stessa dell'operaio.
Un oggetto, carico di un forte legame con chi lo ha usato, riesce a sprigionare una sorta di “copia” di quest'ultimo. Tuttavia, essendo ricordi e frammenti di un tempo passato, l'immagine risultante non sarà mai perfettamente identica all'originale.
L’opera è realizzata con materiali naturali: terra, muschio, licheni e corteccia.
Questi elementi simboleggiano la volontà dell'opera di colmare un vuoto cercando di imitare l'uomo attraverso materiali naturali, vivi e in quanto tali destinati a esaurirsi nel tempo. L’opera è destinata a un lento deperimento, simbolo della fragilità dell’uomo e della fine inevitabile. L’uomo torna alla terra e l’oggetto rimane lì in eterno.