Fiammetta Bellati nasce a Genova nel 1972, dove tutt'ora vive ed opera. La sua
formazione é eclettica: dopo i diplomi artistici e musicali, consegue la laurea in
Fisioterapia presso l'Università di Genova e prosegue lo studio della scultura
all'Accademia Ligustica di Belle Arti. Queste discipline, insieme alla musica, si intrecciano profondamente e inevitabilmente nel suo percorso artistico.
La relazione coi suoi pazienti l'ha portata ad avere l'intuizione e la necessità di essere per loro come uno specchio, i suoi occhi lenti specchianti, che restituivano loro un'immagine di interezza seppur colpiti da Stroke o da altra patologia. In questo processo in cui la rottura era franca, il tutto era ancora li, trasformato.
Artista concettuale e performer, la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra frammentazione ed unità, sulla trasformazione e sulla coincidenza dell'uno col tutto.
Le sue installazioni e le sue performance possono essere definite sculture sociali .
L'atto del cucire, punto di forza di una illustre predecessora, Maria Lai, che si riprometteva di curare e di ricomporre un mondo scomposto, viene adottaro anche dalla Bellati nell'attuazione della sua espressione artistica.
L'impiego di materiale di riuso, come il plexiglass riciclato e riciclabile, il cartone e la stoffa , oltre ad essere scelto per ragioni etiche , è anche metafora dei cicli vitali , tra continuità e mutamenti.
Partecipa a numerosi appuntamenti artistici, mostre e concorsi.
Nel luglio 2024 è ospite del collettivo Perceptive Group presso il Padiglione nazionale Grenada alla 60° Biennale di Venezia Arte, ricevendo un attestato al merito per l'originalità della sua ricerca.
Nel marzo 2025 presenta a Napoli la sua prima performance, Nascitur , dedicata alla nascita di una nuova forma.
La sua opera è stata oggetto di recensioni critiche confluite in importanti pubblicazioni, tra cui l' Atlante dell'Arte Contemporanea De Agostini (2021)e la recentissima edizione 2026 dell' atlante di arte contemporanea edito da Giunti.