Artista e artigiano, Rocco Sergi, nato ad Alessano e padre di due figli, frequenta la bottega del padre falegname fin dall’infanzia e assume a soli sedici anni una responsabilità piena nel lavoro artigianale. In questo rapporto precoce, il legno diventa...
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Artista e artigiano, Rocco Sergi, nato ad Alessano e padre di due figli, frequenta la bottega del padre falegname fin dall’infanzia e assume a soli sedici anni una responsabilità piena nel lavoro artigianale. In questo rapporto precoce, il legno diventa lingua primaria, strumento di lavoro e di pensiero.
La sua pratica attraversa disegno e scultura, estendendosi alla sperimentazione ceramica. Il lavoro si fonda su un processo manuale e non accademico, visivo e tattile, in cui il gesto artigianale diventa misura del tempo e dello spazio. Le forme, ridotte all’essenziale, diventano strutture in equilibrio, dove tensione e verticalità convivono con una dimensione intima e trattenuta.
Elemento centrale della ricerca è il vuoto, inteso come spazio di attivo di ascolto, possibilità e relazione. Un vuoto che nasce dall’osservazione attenta dei gesti e da una pratica di attenzione maturata nel tempo, a stretto contatto con persone che comunicano in modo diverso e da esperienze vissute. È anche uno spazio che, nei momenti di interruzione, ha reso necessario un ritorno all’espressione come gesto essenziale, da cui prende forma una sintonia sottile.
Per Sergi l’arte è un gesto vitale e primordiale, una forma di esistenza: un modo di osservare, ascoltare e restituire ciò che sente, mantenendo aperto un dialogo continuo tra corpo, materia e forma.