Scatto della serie“Sospensioni”.
Il progetto fotografico “Sospensioni”nasce dall’esplorazione di un momento di transizione: quello spazio interiore in cui smettiamo di resistere alla gravità e impariamo a galleggiare tra il desiderio di elevarci e la necessità di scendere dentro di noi.
Nell’acqua il corpo si libera dei limiti imposti dalla terra: le membra fluttuano, la materia diventa leggera, i movimenti rallentano fino a trasformarsi in un volo silenzioso. Eppure, quell’ascensione contiene un richiamo verso il fondo, verso la profondità fisica e simbolica.
La serie fotografica racconta questa dualità attraverso figure avvolte da tessuti impalpabili, sospese tra luce e ombra. La seta e il velo diventano ali e correnti, la luce filtra come memoria di un cielo lontano, mentre lo sfondo oscuro avvolge la scena in una dimensione intima e onirica.
L’acqua diventa metafora di un luogo liminale, un territorio dove aria e abisso si incontrano e dialogano. È in questo spazio che il visitatore viene invitato a lasciarsi andare, a perdere ogni punto di riferimento per riscoprire la leggerezza e la profondità di sé.