Quest’opera nasce da una riflessione sul rapporto, direi anzi sul parallelismo, tra mente e
natura.
La mente, rappresentata dall’immagine dell’organo preposto al controllo delle emozioni,
dei movimenti, dei sensi, dei ricordi…, è strettamente legata all’organicità della natura, qui
rappresentata da un corpo che si mette a nudo.
Ed è proprio da questa nudità, nella sua essenzialità, che trae origine la mente. E’ da
questa nudità, nella sua unicità in dialogo con il suo molteplice, che traggono origine
ragione, creatività, idee.
Il nucleo centrale dell’immagine è bianco, come la luce, come la nascita. I corpi in questo
nucleo autentico assumono una posizione che ricorda quella fetale. Man mano che si
cresce, che ci sia allontana da questo nucleo originario, il corpo assume altre forme, altre
espressioni, più articolate, forse più complesse.
Nella parte più esterna i corpi assumono quasi l’aspetto di gargoyle, di guardiani, a
custodia, protezione della parte più intima della mente stessa.