Titolo: L’impermanenza
Autore: Luca Cola
“A volte non serve che qualcosa finisca perché sia perduto.
Basta che cambi forma.”
L’impermanenza è una legge invisibile ma onnipresente: tutto ciò che esiste è destinato a mutare, dissolversi, trasformarsi.
Ciò che oggi ci definisce – un amore, una relazione, un’idea di noi stessi – domani può cambiare forma, svanire o rinascere.
È una verità difficile da accettare, eppure profondamente liberatoria: ci permette di lasciare andare, di ricostruirci, di riconoscerci oltre la perdita.
In questa opera, l’impermanenza non è solo rappresentata: accade.
La fotografia, tradizionalmente custode del tempo, qui si arrende al tempo stesso. Non congela, ma lascia scorrere; non salva, ma accompagna.
In questo gesto l’immagine non è più reliquia ma processo vivente, un linguaggio che si riscrive, un codice nuovo capace di accogliere la fragilità
L’opera nasce da una storia personale che si è sgretolata nel tempo.
Ma anziché sparire, ha lasciato tracce.
E proprio in quelle fratture, ho trovato me stesso.
Il volto che appare al centro è segnato, ma vivo.
Resta, mentre tutto intorno si consuma.
Cade la memoria, cade l’illusione, cade l’altro.
E resta, senza più veli, ciò che siamo diventati.
Un’immagine che non vuole trattenere, ma lasciare andare.
Nel pensiero di Luciano Floridi (filosofo italiano), viviamo in un ambiente onlife, dove realtà e digitale si fondono.
In questo spazio fluido, l’identità non è mai statica: è relazione, mutamento, in-formazione continua.
Siamo esseri connessi, ma destinati a perderci e ritrovarci infinite volte.
E proprio in questa continua oscillazione tra perdita e riscrittura, la connessione si rivela: fragile, difettosa, ma sempre possibile. Anche quando qualcosa cade, qualcosa resta.
E allora la fotografia, qui, non conserva. Non vuole ricordare, ma testimoniare il passaggio.
È fragile come la carta su cui è stampata. È imperfetta, come ogni memoria vera. Non è un tentativo di trattenere, ma un gesto di resa.
Un modo per dire:
“Guarda, questo sono io.
Dopo di te.
Con tutto ciò che ho perso.
E con tutto ciò che ho trovato”
Luca Cola