Tali fotografie traggono ispirazione dal capolavoro letterario di Italo Calvino, Le città invisibili, una raccolta di città immaginarie con riflessioni dell'autore sullo spazio urbano e sulla condizione umana.
Dalla lettura dell'opera ho scoperto la mia personale “città invisibile”, nascosta agli occhi, ma onnipresente nel nostro tempo: la scheda madre di un computer.
Questa serie fotografica svela l’architettura segreta dell’elettronica, trasformando circuiti, microchip, resistenze e connessioni in suggestivi paesaggi urbani in miniatura.
Attraverso un uso mirato della macro fotografia e della composizione visiva, ogni scatto invita lo spettatore a esplorare queste micro-metropoli che, pur essendo invisibili nella quotidianità, costituiscono le fondamenta del nostro mondo digitale.
Ogni dettaglio rivela una città immaginaria che potrebbe appartenere alle descrizioni calviniane – città sospese tra realtà e metafora, tra materia e immaginazione.
Tutto si articola come un "viaggio visivo", dove l’estetica dell’infinitamente piccolo si fonde con la grandezza del pensiero urbano. Come nei racconti di Calvino, la "città" di questa raccolta è il riflesso di qualcosa di profondo: la nostra dipendenza dalla tecnologia, l’invisibilità delle strutture che sostengono la nostra vita quotidiana, la bellezza nascosta nel "cuore" di un computer.
These photographs are inspired by the literary masterpiece of Italo Calvino, Invisible Cities, a collection of imaginary cities accompanied by the author's reflections on urban space and the human condition.
From reading the work, I discovered my own personal “invisible city,” hidden from sight but omnipresent in our time: the motherboard of a computer.
This photographic series unveils the secret architecture of electronics, transforming circuits, microchips, resistors, and connections into evocative miniature urban landscapes.
Through a targeted use of macro photography and visual composition, each shot invites the viewer to explore these micro-metropolises, which, although invisible in our everyday lives, form the foundation of our digital world.
Every detail reveals an imaginary city that could belong to Calvino's descriptions — cities suspended between reality and metaphor, between matter and imagination.
Everything unfolds like a "visual journey," where the aesthetics of the infinitely small merge with the grandeur of urban thought. As in Calvino's stories, the "city" of this collection reflects something profound: our dependence on technology, the invisibility of the structures that support our daily lives, and the beauty hidden in the "heart" of a computer.