Il Mentre del BEFORE AND AFTER
Invito a cena il corpo il cibo il desiderio la paura e l’amore.
Forse è un’ultima cena. Cioè poi uccideremo il nostro Dio.
Il corpo siede a capotavola , il cibo non è nei piatti ma indossato da archetipi sotto copertura, sotto la tovaglia Paura e Desiderio siedono lontani ma perfetti sulla stessa linea d’aria, tovagliolo sulle cosce di una e dentro al collo dell’altro; il mio cuore aperto farcito dalle pagine di un diario alimentare ricoperto di panna (gastroprotettiva) e CAPPERI (tengono il glucosio nel sangue basso) al centro di una pancia vassoio. Viene offerto ad Amore, special guest che cambia faccia a seconda di chi lo sta guardando ma si chiamerà sempre e solo Beatrice. Il mio stomaco tritato all’infinito è il nuovo olio d’oliva. I miei ed i tuoi reni sono bignè a forma di cigno.
Alla fine tutti mangiano, ma mi chiedo tu Beatrice cosa avanzi, se te lo metti in un fazzoletto ed in borsa come la Zia Gianna che teme di rimanere senza, o teme qualcuno rimanga senza, ma tu temi l’assenza ?
“We are out of doggy bags, sorry you will go home alone.” - dice Corpo Vogue seduto regale a capotavola.
A tavola ci sei anche tu con noi, senza polmoni, ma non servono, si mangia in apnea si beve in apnea si parla in apnea. Spegni la tua sigaretta nel piatto, dichiarando la fine (del pasto o della fatica) ma forse l’inizio di tutto un magnifico resto di cui alla fine non si sa mai niente. La sigaretta nel piatto come faccio anche io, è una bandiera sulla luna, un piccolo passo per l’umanità ma un grande passo per la resistenza al buco nero infinto mangia tutto verme solitario pozzo del mondo ombelico del diavolo Dyson, che regna quasi sovrano, nonostante il mio dimezzarmi un paio di volte, sempre in nome di Dio, (fatto mio perché infilato in bocca da donne e uomini, su un cucchiaio treno che non ho mai capito ma ho inghiottito, sempre). Si mi sono dimezzata, la tavola ne parla quando non ci sono, come fosse un segreto. Boh. Comunque dimezzata un po come una torta farcita tagliata potenzialmente in parti uguali, e come la scuola democristiana insegna, non puoi partire tagliando la fetta singola, prima devi tagliare la metà poi la metà della metà e poi la metà della metà della metà, infine ecco la tua fetta di merda. Buona!
Ti stai chiedendo cosa facciamo noi con il cibo in questa notte calda, e fai bene me lo chiedo anche io. Desiderio freme, sa la risposta: “lo prepariamo lo serviamo lo mangiamo lo caghiamo” SBAGLIATO! A questa tavola i ruoli sono tutti in aria come polline letale nel vento primaverile e noi siamo solo tutti allergici in apnea. Forse io mi preparo e mi servo per essere mangiata- anche se da chi non lo so. Forse nel frattempo sono diventata fredda. Ad ogni modo chi mi si mangia mi si caga anche. La digestione è un grande lavoro di traduzione, che finisce sempre e solo nel cesso, no?
Trovo il piazzare merda nel mondo in posti inaspettati una grande ribellione, come questi piatti incoerenti impilati di Paura. La mia testa ADHD spin off pensa: D’altronde cagare è fondamentale e respirare anche, mangiare pure, IMAGINE dislocando i MUST della sopravvivenza che gran casino, thank god nella creazione qualcuno ha dato un ritmo, scritto una scaletta, delle cose da fare e quando farle.
In fine in questa cena-storia poco lineare vedo l’accumularsi di una strage, i piatti tutti sporchi con nomi scritti sopra e date, è un bagno di piatti o un bagno di sangue o un cimitero, people- piatti? Le posate tutte piegate a metà come frisbee, presumo il cibo di conseguenza entrerà in bocca e tornerà indietro? primo e secondo si toccano, terzo e quarto discutono sulla necessità della loro esistenza. Chi è fondamentale alla fine? Il dolce mischiato a formaggio e ghiaccio si sta sciogliendo sopra ad una sfera di broccoli incendiati, caviale nero sospeso intorno a me, vorrei esplodere ogni singolo ovetto con ogni battito di ciglia, un concerto di micro esplosioni penso, ma ho sete e vedo l’acqua con il vino il vino con la coca zero la coca zero con lo zucchero, chi è stato? Bisogni primari zero, sentimenti primari zero, landscape in bianco e nero zero, colori saturi di cibo zero, non hanno contato le calorie zero, hanno sicuramente superato le 500 zero con il cuore farcito bon bon zero, omg, gli ospiti si stanno tagliando la pancia staranno bene? Zero.
Io sono sempre qua seduta con te, ma sono diventata carne. Uccisa cotta e servita a puntino a uomini e donne che non potevano mangiarmi pagnotta (nessuno qua ha ancora i denti) e hanno deciso che meglio so(p)pressa a fette. Ed io mi sono detta ok, o meglio ho iniziato a mettere la sigaretta bandiera in tutti i mie piatti fino a dimenticarmi il colore della bandiera, il numero del piatto, la forma della gioia, e a tratti la fine della storia. Che alla fine, finisce?
((((((
NON LASCIARE IL CIBO SUL PIATTO
IL MIO DESIDERIO E’ UN AVANZO
LA MIA PAURA IL DOLCE SEMPRE
IL MIO CORPO SI NUTRE DI TE
DOVE SONO I MIEI DENTI
))))))
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Extracts from wider on-going photographic project "Il mentre del BEFORE and AFTER", elaborating my personal relationship to the body and food, their relation to each other and my personification of them.
Main Black and white picture 130 x 80 cm
Color squared pic- each 20x20 cm