Quest’opera si articola in un dittico — due tele gemelle, ciascuna di formato 100x150 cm — realizzate con acrilico e intonaco su tela. Due mondi, fascismo e comunismo.
Nate entrambe sotto la retorica del bene comune, hanno invece seminato divisioni profonde e lasciato scie di morte e oppressione. Nonostante le loro bandiere cariche di promesse, si sono trasformate in strumenti di controllo, in gabbie ideologiche che hanno piegato l’individuo al volere di un’idea assoluta.
La performance è l’atto finale, il gesto necessario: un martello, simbolo di forza e volontà, frantuma le parole impresse sulle tele. Fascismo da una parte, comunismo dall’altra — distrutte
Le macerie a terra — frammenti di intonaco, polvere di colore, schegge di parole — sono ciò che resta. Il risultato visibile e tangibile di ideologie che,
L’opera non cerca di cancellare la Storia, ma di sottolineare che nessuna ideologia totalitaria può essere giustificata o riabilitata. Abbatterle, sgretolarle, ridurle in polvere significa ribadire che il pensiero libero non può essere incasellato o piegato a dogmi assoluti.