L’opera raffigura tre creature ispirate alle Madri
cantate da Fabrizio de Andrè, che narra il momento
subito precedente la crocifissione di Gesù e i
ladroni.
Queste creature femminili sono accomunate dalla
perdita dei propri figli. Ognuna li piange a suo modo
e il dolore, fulcro dell’immagine è quello tutto
umano delle madri degli altri due condannati;
piangono ancora più forte i loro figli, la cui natura gli
impedirà di risorgere dalla morte.
Un po’ come l’umanità indagata dall’artista,
imprigionata nella sua finitezza e priva della
speranza che il divino offre e infonde.