SENTIRE RISO, SENTIRE PECE (multipli 1 e 2)
Serie: Nutrire il Pianeta
Anno: 2014-2015
Tecnica mista: acrilico, pece, chicchi di riso, legno, gesso su mdf
Doppio Polittico - Misure: 203x153 (ciascuno)
Testo poetico esposizione
Sentire Pece, Bitume
A chiazze,
Slabbrate, Bisunte
Su superfici
Piccoli Universi Cromatici
Sentire Catrame, Bitume
Come Afasica Risaia,
Melanica
(Con macchia e Con paura)
Conturbante Risaia.
Controcanto
Sentire Chicchi, Bitume
Dicotomie Chromatike
Dicotomie Evocative
Riso, Malgrado tutto.
Sentire Acqua. Luna
Sentire Riso.
Malgrado Tutto.
Testo descrittivo
In questo doppio trittico espanso, Francesco Biondo plasma un cosmo materico dove il riso – seme minimo, fragile – diventa simbolo di resistenza dentro l’oscurità vischiosa del bitume. Chicchi disseminati, immersi, sepolti o galleggianti in masse nere che mordono la tela, rivelano una tensione lirica e tragica tra luce e oscurità, tra speranza e annientamento.
Ogni pannello è un piccolo universo autonomo, ma allo stesso tempo dialoga con gli altri in un campo di forze simboliche: cellule primordiali, organi astratti, pianeti feriti. Le texture sono slabbrate, rugose, spezzate, eppure vitali, dinamiche. Il bitume non è solo materia pittorica: è ideologia, trauma, storia. Il riso non è solo cibo: è memoria, innocenza, voce muta che resiste alla sofferenza.
Le opere si articolano come dicotomie visive: rosso e nero, bianco e fango, blu e oro, dove ogni contrasto è un grido afasico, una poesia visiva che interroga lo spettatore. Le forme organiche, spesso centrali e dominanti, sembrano urlare dal profondo, come viscere della terra o cuori disidratati. Le superfici screpolate, impastate, sembrano restituire il calore della materia, il dolore del tempo.
Il titolo stesso, “Sentire Riso, Sentire Pece”, suggerisce un paradosso: la delicatezza del riso come gesto di cura, contrapposta alla brutalità del catrame, materia che soffoca e conserva, che corrode ma anche imprime. Biondo trasforma questa contraddizione in un’alchimia visiva, dove la catastrofe e la sopravvivenza convivono nello stesso spazio.