la figura si sdoppia, lasciando una scia trasparente che suggerisce una scomposizione dell’identità, un sé che si moltiplica o che si dissolve nel vuoto del foglio. La fiammata arancione della capigliatura diventa una scia energetica che taglia lo spazio, un’ancora visiva che contrasta la rarefazione della pelle. L’opera indaga quel momento sospeso in cui il soggetto accetta la propria fragilità e si lascia attraversare dal vuoto.