L’opera è realizzata in inchiostro su carta (100x70), fissata poi ad un telaio in legno.
Vediamo raffigurata una cattedrale abbandonata, dove la natura ha preso il sopravvento sui suoi spazi, esattamente come nell’opera “Abbazia nel querceto” di Friedrich.
In primo piano sono raffigurati due bambini, uno stante e uno in bicicletta, entrambi rivolti verso lo spettatore. I due fanciulli sono illuminati da una luce folgorante, come se diventassero i protagonisti della scena.
L’opera vuole trattare l’importanza della tutela del patrimonio culturale, artistico e ambientale, menzionata nell’ articolo 9 della Costituzione italiana.
I bambini sono simbolo di innocenza e quindi bisognosi di protezione, la stessa protezione che va applicata sulla cattedrale e sulla natura circostante. Se da un lato l’architettura è abbandonata alla sua inevitabile decadenza, dall’altro la natura che la sta colmando è come se lanciasse un urlo disperato alla ricerca di ritornare al suo splendore.
Il tema ambientale è da poco stato rimesso al centro di innumerevoli discussioni, ma credo che la tutela debba agire equamente sia a livello di patrimonio artistico che di patrimonio ambientale. Nel terzo comma dell’articolo 9 si legge:”(...)anche nell’interesse delle future generazioni", proprio per questo motivo ho voluto inserire i due bambini, in primo luogo perché saranno le future generazioni a subire ciò che noi stiamo creando, ma anche perché riponiamo in loro che sappiano fare ancora meglio di noi, per questo la luce li colpisce dall’alto, creando una strada teosofica divina che li connette direttamente con tutto ciò che li circonda.