Si tratta di un corpo, inserito in una stanza, che altro non è se non il pretesto delle vere protagoniste dell’opera, come suggerito dal titolo, le ombre, per esprimersi.
Il corpo è il mezzo che ho scelto per sperimentare l’intensità delle ombre, dell’oscurità che attornia il dipinto e ne corrompe le forme: il mio obbiettivo era quello di creare z siine di buio che mangiassero le forme della rappresentazione attraverso l’utilizzo del nero puro.
accademicamente viene sempre sconsigliato di utilizzare il color nero in forma pura in quanto esso ha la svantaggio di abbattere la tridimensionalità della rappresentazione realistica.
Io ho voluto utilizzare questo “svantaggio” come una proprietà invece del nero, andando cosi a creare delle ombre che abbattessero la tridimensionalità del corpo e lo trainassero con violenza, attraverso le transizioni rossiccie, in una dimensione bidimensionale, una dimensione quindi di “fine” della rappresentazione, ridotta al nero.