Lo strappo ritrae i miei tre figli abbracciati e sdraiati in una sorta di trinità personale. La maternità è narrata... Read More
Lo strappo ritrae i miei tre figli abbracciati e sdraiati in una sorta di trinità personale. La maternità è narrata nella sua esperienza generativa e allo stesso tempo violenta. A partire da questa ambiguità, tutta l'opera si costruisce come risultante delle tensioni che la attraversano, in una negoziazione continua tra forze, in primis i tre elementi figurativi e astratti. Le figure emergono e affondano dal fondale in un farsi e disfarsi. La pittura a tratti decisa e calcata, a tratti nebulosa e materica lascia i corpi indefiniti. L'opera racconta un processo tra passato e futuro, il desiderio di una maternità si confonde con la sua memoria. Il fantasma della ricerca della maternità abita lo spazio tra presenza e assenza. Le figure costituiscono una presenza quasi spettrale , gli sguardi assenti e lontani a turbare un ideale pacificato di famiglia, in cui la cura relazionale e affettiva non è solo un vincolo d'amore ma anche lavoro sfruttato e abnegazione del sè materno. Il dipinto interroga l'esperienza profonda di generazione, intesa sia come proliferazione del proprio io sia come forma di organizzazione della materia indipendente , in cui la figura genitoriale diventa quasi uno strumento.Le posizioni dei corpi intrecciate e centripete mostrano un assemblaggio in cui anche tra i soggetti emergono relazioni di cura e protezione reciproca.